PALAZZO DI CITTA'

Lo stemma della città
SALA TEATRO
LA SALA CONSILIARE
LA SALA DELLA GIUNTA
La Galleria del Piccinni

CENNI STORICI SUL PROGETTO
Nella seduta del 10 Luglio del 1836 il decurionato attribuì all'architetto Niccolini il progetto fissando le seguenti direttive di massima:
"- sotto il teatro siano cavate delle cisterne per uso pubblico;
- sul portico sul vestibolo e negli angoli del teatro, avranno a costruirsi delle fabbriche di tale comodità e destinazione come l'ingegnere autore del disegno vedrà conveniente di farsi;
- innanzi il teatro, sarà costruito un portico al quale seguirà un vestibolo, ed in questo ad un alto si costruiranno de luoghi pel corpo di guardia, e pel distributore delle tessere teatrali, e all'altro una grande bottega di caffé;
- il teatro avrà ad avere quattro ordini di palchi compresa la galleria superiore; in ciascun ordine avranno a costruirsi quindici palchi, e ognuno di questi sarà di ampiezza tale da poter capire nel prospetto quattro persone agiatamente sedute; in ogni palco sia un guardaroba secondo che costruito nel teatro della scala di Milano."

Da ciò si può dunque intendere l'intenzione del comune di far sorgere fabbriche accessorie ai lati e al di sopra del teatro, da destinarsi agli usi consigliati dal progettista. Fu fatta riserva di nominare due ingegneri che avrebbero avuto il compito di sovrintendere ai lavori in assenza di Niccolini. Il quale si mise subito all'opera immaginando un edificio che il Decurionato, dopo aver esaminato il progetto il 3 Aprile 1837, definì nobile e grandioso. Niccolini preventivò per il progetto una spesa di quarantamila ducati e redasse una Memoria in cui ad esempio precisava che la sala avrebbe potuto contenere 1200 persone sedute e 1500 nelle serate di gran concorso.



Il Prospetto del teatro Piccinni

L'edificio, lungo 300 palmi e profondo 220, avrebbe avuto la parte mediana della facciata principale alta 68 palmi e larga 78. Previde di decorare la facciata con due ordini architettonici. Quello inferiore alto 32 palmi e sostenuto da quattro colonne e due pilastri estremi di ordine dorico; quello superiore di ordine ionico con sei pilastri addossati al muro. Per le parti laterali scelse decorazioni a bugnato per le parti inferiori che avrebbero avuto al centro due grandi portoni: uno per ricevere i cocchi e l'altro per entrare in pubblico edificio con in fondo un giardino. E' singolare come l'edificio si presentasse, nell'immaginazione del progettista per lo più coincidente con quello effettivamente realizzato.


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