Politecnico di Bari (Italy)
Laboratorio di Fotogrammetria Architettonica

L'insegnamento della fotogrammetria nella scuola elementare

Rassegna stampa
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 29/05/1985
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 13/06/1985
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 30/06/1987
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 07/11/1989
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 26/05/1992
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 28/05/1992

Video trasmessi da AntennaSud
Rilievo e diagnosi 30/05/1986
Nuove tecnologie nella scuola elementare 23/05/1986
Il linguaggio dell'immagine 18/04/1986

La ricerca rientra nel progetto finalizzato "Fotogrammetria e tutela del Territorio" - sottoprogetto 1 - sezione IV.
I filmati sulla sperimentazione sono stati realizzati dalla TPE dell'ing. Gianfranco Liuzzi e trasmessi dalla emittente televisiva Antenna Sud.
La ricerca è stata svolta:
- presso la scuola elementare "Balilla" di Bari, negli anni scolastici 1984/85 e 1985/86, con il finanziamento del Ministero della Pubblica Istruzione e con la collaborazione del prof. Giuseppe Russillo (Dipartimento di Scienze dell'Educazione dell'Università di Bari), delle insegnanti Laura Bovenga, Rosa Ragno e Maria Chiaffarata (Scuola elementare Balilla di Bari), del col. Letterio Munafò (III Regione Aerea - Bari) e di Angela Liuzzi (Coordinamento Regionale - Educazione allo sviluppo - UNICEF).
Per due anni, almeno cinquanta ragazzi della scuola elementare "Balilla" hanno sognato di poter realizzare una città in miniatura, nel parco di largo 2 giugno a Bari, sul tipo di Legoland esistente in Danimarca. Nella piccola comunità studentesca era stato eletto il sindaco, si stava sperimentando una metodologia di progettazione mediante il computer, con l'ufficio tecnico completamente automatizzato. Ciò che per i piccoli rappresentava un gioco, avrebbe potuto essere un filone di ricerca per i grandi, sia che si trattasse di urbanisti, che di informatici o di... insegnanti. Invece non se ne è fatto niente, anzi una delle insegnanti, la più entusiasta, a fine anno ha ricevuto una nota di biasimo.

- presso il complesso monumentale di S.Scolastica, nel 1992, in collaborazione con il Ce.I.P.E.(Centro di Iniziativa e di programmazione educativa) del Comune di Bari, con il coinvolgimento della scuola elementare "F.Corridoni" e della scuola la media "S.Nicola" esistenti nel Centro Storico di Bari, nei pressi del complesso.

Come è facilmente rilevabile, il progetto era molto più ambizioso di quello previsto per la scuola "Balilla": si trattava di realizzare un plastico del Centro storico di Bari. Probabilmente non tutti hanno compreso la portata del progetto e coloro che lo hanno interpretato nel modo giusto, lo hanno ritenuto irrealizzabile. In realtà, il segreto della sua fattibilità risiedeva proprio nella difficoltà della sua realizzazione: proviamo ad esaminare i problemi posti dalla sua attuazione. In primo luogo occorreva formare degli operatori "specializzati", capaci cioè di:
- "scrivere" con i mattoncini LEGO. Non è una cosa semplice. Descrivere un edificio con i LEGO richiede un particolare processo di alfabetizzazione: combinare opportunamente i mattoncini per rappresentare un oggetto non è diverso dal "combinare opportunamente le lettere dell’alfabeto" per descrivere lo stesso oggetto. Bisogna avere chiare le idee sulle caratteristiche dell’oggetto da rappresentare e su tutti i tipi di mattoncini disponibili (in numero superiore a 32);
- utilizzare il computer in luogo di "carta e matita", sia per quanto riguarda la scrittura che il disegno. Sul monitor, il bambino ha la possibilità di confrontare le costruzioni da lui realizzate con quelle reali e verificare su entrambe l’inserimento di elementi costruttivi, mediante fotomontaggi che richiedono solo qualche secondo di tempo e che sui Macintosh (questa volta a disposizione) rappresentano veramente un "gioco da ragazzi";
- essere in condizioni di capire l’oggetto da rappresentare. Un bambino, che ha avuto a disposizione i LEGO sin dai primi anni di vita, riesce a rappresentare con pochi elementi i personaggi dei cartoni animati che conosce molto bene. Il compito dell’insegnante dovrebbe essere quello di spostare l’interesse sulla realtà;
- essere motivati e credere nel lavoro. E’ impensabile pensare di affidare la realizzazione del plastico di "Bari Vecchia" a mercenari. Occorre rispolverare la figura dell’artigiano, formato sin dalla tenera età, attraverso un lavoro che deve essere gioco e non sfruttamento.

Per una serie di vicende, il progetto è partito solo nel 1992, con alcuni cambiamenti. Il luogo delle attività era stato spostato dalla struttura immobiliare di "S.Teresa dei Maschi", sede del Ce.I.P.E., al complesso monumentale di S.Scolastica, dove era ubicato il laboratorio di fotogrammetria architettonica. L’attività didattica, il cui espletamento era stato previsto nelle ore pomeridiane, con un incontro settimanale, è stata svolta di mattina e gli alunni venivano accompagnati da insegnanti appartenenti sia alla scuola elementare "F.Corridoni", che alla scuola media "S.Nicola". Pur conservando l’impostazione precedentemente adottata nel corso del "Balilla", grazie al tipo di computers ed al numero degli stessi alunni, sono stati fatti notevoli progressi. L’attività degli studenti era libera: ciascuno poteva scegliere di giocare con i mattoncini LEGO, sviluppare le fotografie, scrivere al computer per aggiungere notizie alla storia di "Barilandia", esaminare le fotografie allo stereoscopio, disegnare sul tavolo da disegno, dotato di tecnigrafo: era compito del tutor, fare in modo che ogni scelta fosse finalizzata al raggiungimento di un ben determinato scopo.