Come è facilmente rilevabile, il progetto era molto più ambizioso di quello previsto per la scuola "Balilla": si trattava di realizzare un plastico del Centro storico di Bari. Probabilmente non tutti hanno compreso la portata del progetto e coloro che lo hanno interpretato nel modo giusto, lo hanno ritenuto irrealizzabile. In realtà, il segreto della sua fattibilità risiedeva proprio nella difficoltà della sua realizzazione: proviamo ad esaminare i problemi posti dalla sua attuazione. In primo luogo occorreva formare degli operatori "specializzati", capaci cioè di:
- "scrivere" con i mattoncini LEGO. Non è una cosa semplice. Descrivere un edificio con i LEGO richiede un particolare processo di alfabetizzazione: combinare opportunamente i mattoncini per rappresentare un oggetto non è diverso dal "combinare opportunamente le lettere dell’alfabeto" per descrivere lo stesso oggetto. Bisogna avere chiare le idee sulle caratteristiche dell’oggetto da rappresentare e su tutti i tipi di mattoncini disponibili (in numero superiore a 32);
- utilizzare il computer in luogo di "carta e matita", sia per quanto riguarda la scrittura che il disegno. Sul monitor, il bambino ha la possibilità di confrontare le costruzioni da lui realizzate con quelle reali e verificare su entrambe l’inserimento di elementi costruttivi, mediante fotomontaggi che richiedono solo qualche secondo di tempo e che sui Macintosh (questa volta a disposizione) rappresentano veramente un "gioco da ragazzi";
- essere in condizioni di capire l’oggetto da rappresentare. Un bambino, che ha avuto a disposizione i LEGO sin dai primi anni di vita, riesce a rappresentare con pochi elementi i personaggi dei cartoni animati che conosce molto bene. Il compito dell’insegnante dovrebbe essere quello di spostare l’interesse sulla realtà;
- essere motivati e credere nel lavoro. E’ impensabile pensare di affidare la realizzazione del plastico di "Bari Vecchia" a mercenari. Occorre rispolverare la figura dell’artigiano, formato sin dalla tenera età, attraverso un lavoro che deve essere gioco e non sfruttamento.

Si veniva delineando un tipo di scuola, forse vecchia quanto il mondo, il cui fine doveva essere quello di "insegnare a leggere la realtà, analizzarla e descriverla nelle linee fondamentali". Se si pensa che tutto ciò corrisponde al "processo di analisi e di sintesi", di cui tanto si parla , si scopre che, per realizzare la nostra scuola, basta fornire, ad un qualsiasi corso di studi, due soli ingredienti: la motivazione e l’entusiasmo dei docenti! Per sperimentare il tipo di didattica, era previsto il coinvolgimento di una sola sezione in varie scuole, in modo da accompagnare lo studente dalla scuola elementare fino al diploma. Le scuole individuate, per la loro posizione rispetto al centro storico, erano l’elementare "F. Corridoni", la media "S.Nicola" e l’Istituto Tecnico per Geometri "Pitagora". Nella scuola primaria l’alunno doveva familiarizzare con le nuove tecnologie, nella scuola media inferiore avviare il censimento di tutti gli edifici della città vecchia e, nella scuola media superiore, procedere al rilievo ed alla catalogazione degli edifici censiti.
Per una serie di vicende, il progetto è partito solo nel 1992, con alcuni cambiamenti. Il luogo delle attività era stato spostato dalla struttura immobiliare di "S.Teresa dei Maschi", sede del Ce.I.P.E., al complesso monumentale di S.Scolastica, dove era ubicato il laboratorio di fotogrammetria architettonica. L’attività didattica, il cui espletamento era stato previsto nelle ore pomeridiane, con un incontro settimanale, è stata svolta di mattina e gli alunni venivano accompagnati da insegnanti appartenenti sia alla scuola elementare "F.Corridoni", che alla scuola media "S.Nicola". Pur conservando l’impostazione precedentemente adottata nel corso del "Balilla", grazie al tipo di computers ed al numero degli stessi alunni, sono stati fatti notevoli progressi. L’attività degli studenti era libera: ciascuno poteva scegliere di giocare con i mattoncini LEGO, sviluppare le fotografie, scrivere al computer per aggiungere notizie alla storia di "Barilandia", esaminare le fotografie allo stereoscopio, disegnare sul tavolo da disegno, dotato di tecnigrafo: era compito del tutor, fare in modo che ogni scelta fosse finalizzata al raggiungimento di un ben determinato scopo.