I primi insediamenti

La struttura fisica e il contesto geografico hanno condizionato in maniera determinante tutte le fasi del processo di popolamento. Le testimonianze archeologiche attestano che già verso la fine del neozoico, epoca in cui tutta la Murgia doveva essere ricoperta da una foresta temperata, formatasi subito dopo la sua emersione dal mare pliocenico, l’uomo era già presente sull’altopiano. La Murgia comincia ad essere abitata, probabilmente, verso il 3000 a.C. L’area dell’altopiano, in quest’epoca, viene raggiunta da gruppi appartenenti alla progredita civiltà degli agricoltori della fascia costiera, a loro volta ricacciati all’interno dalle continue invasioni illiriche e greche, alla ricerca di nuove zone fertili da coltivare.
Le tracce archeologiche rivelano, tuttavia, che in questo stesso periodo tutto l’altopiano tra Spinazzola, Minervino, Canosa, Altamura e Gioia del Colle era frequentato stagionalmente anche da gruppi di pastori nomadi. La struttura insediativa appare in quest’epoca organizzata in un sistema, omogeneamente diffuso e stabile, di piccoli villaggi, spesso in grotta, sparsi sul territorio e basati su un’economia agricolo-pastorale. A partire dal terzo millennio, la Murgia si trova al centro di flussi migratori di diversa provenienza che portano nuovi nuclei di popolazione a stanziarsi sul territorio. La notevole presenza di tombe, che, con i loro corredi, hanno permesso datazioni e informazioni più precise, conferma l’esistenza di diversi villaggi agricoli sorti nei dintorni di Altamura (Pulo), di Gravina (Botromagno) e nei territori di Ruvo, Minervino, Gioia del Colle, Canosa, Terlizzi, Acquaviva (Menhir di Cassano).
clicca qui per ingrandire Durante l’età del ferro si assiste ad una più consistente fase di popolamento: in questo periodo vengono poste le basi per la creazione di una prima maglia urbana, che trova, tuttavia, la sua definitiva affermazione solo con l’arrivo dei Peuceti. Le loro città erano generalmente localizzate in siti da cui si controllava un ampio contesto territoriale, la loro struttura era costituita da abitazioni sparse, contornate dalle relative necropoli e distribuite attorno ad un’acropoli. Tra il V e il IV secolo a.C., molti di questi centri si muniscono di imponenti cinte murarie, spesso a più ordini, allo scopo di difendere l’acropoli e il territorio da possibili invasioni. I diversi centri erano collegati da una maglia viaria abbastanza sviluppata che metteva in relazione la Murgia, attraverso una serie di assi trasversali che si riallacciavano alle più importanti direttrici costiere e subcostiere, con un più vasto contesto territoriale. Con le prime forme di stanziamento, ma soprattutto con l’affermarsi della civiltà peuceta, l’originario paesaggio naturale muta e si trasforma. I dissodamenti e la messa a coltura iniziano a modificare l’ambiente: muri, siepi, fossi cominciano a ritagliarne gli appezzamenti e a segnarne le proprietà oltre che a distinguere le colture e a garantire l’incolumità delle greggi.
Tutta la storia del territorio sarà segnata da cicli alternati in cui si assisterà al regresso della vegetazione a favore delle colture e dell’agricoltura o all’esatto contrario e cioè al regresso dell’agricoltura a favore della pastorizia e al relativo sopravvento della vegetazione spontanea. Moltissimi i fattori che condizioneranno nel tempo questo fenomeno: la stabilità politica con il relativo aumento demografico e viceversa, fattori religiosi e relative esigenze di culto; la passione per la caccia durante tutto il Medioevo o, ancora, indirizzi di politica economica per la regolamentazione sull’uso delle risorse della zona.


Breve storia della Murgia



RILEVAMENTO FOTOGRAMMETRICO DELL'ARCHITETTURA A.A.2002/2003
studente: Francesco Sanrocco