Rapporto tra architettura e ambiente

Lungo i"bordi della Gravina" , la morfologia del terreno, che si apre formando un pendio scosceso interrotto da rupi e anfratti, determina una tipologia rupestre diversa dalla "corte a pozzo"; la fenditura naturale della roccia calcarea offre il taglio verticale già pronto. Non è necessario scavare un pozzo centrale, non si determina , quindi, una corte chiusa su se stessa, ma si apre da un lato sulla "valle della Gravina". Gli ingressi delle grotte sono protetti da gronde incise nella roccia e da canalette verticali che versano in vasche di decantazione e cisterne. L'intero abitato tende a definire superfici aperte verso il cielo e protette perimetralmente, usate come orto. L'analisi tipologica permette di comprendere l'evoluzione architettonica della composizione delle cellule abitative. Lo svolgimento verticale della città oltre a sfruttare la "gravità" per la distribuzione delle acque permette all'abitato di difendersi dai venti delle Murge. La particolare disposizione delle abitazioni risponde alla teoria urbanistica che definisce Matera "città doppia", concretizzazione spaziale della divisione e discriminazione di classe: in alto i nobili, in basso i contadini. Questa teoria è però smentita dalla giustificazione morfologica data dal territorio : le parti scoscese e inferiori della città risultano infatti fondamentali nell'ecosistema complessivo. Queste ricevono l'acqua per gravità, raccolgono i grani, permettono di abitare in luogo climaticamente idoneo, favoriscono le coltivazioni a terrazzi e l'organizzazione dei vicinati. Il guscio vuoto e i volumi ipogei, il positivo abbandonato e il negativo rimosso rappresentano la profonda simbiosi instaurata tra uomo e natura, simbolo di un costruire fondato su un'architettura delle rocce, delle acque , della terra


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