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INTERVENTI SULLE VOLTE


Interventi sulle Volte

La spinta orizzontale di una volta, come pure la risultante nella sezione alle reni, sono in funzione, oltre che dalla configurazione dell’archivolto, anche del carico su di esso applicato.
Nei casi più frequenti non è possibile cambiare la configurazione geometrica delle volte, che richiederebbe la completa demolizione e ricostruzione;
per cui bisogna agire sui carichi applicati e, di questi, una parte preponderante è costituita dal materiale di riempimento che, nelle vecchie volte, veniva introdotto per formare il piano orizzontale di posa dei pavimenti.
La rimozione delle masse di riempimento e la loro sostituzione, con sostegni discontinui, per il pavimento, consente di ridurre i carichi, dovuti al peso proprio, a valori che oscillano intorno alla metà di quelli originali;
si comprende, quindi, l’ utilità dell’operazione.
In pratica, dopo aver puntellato la volta, che va anche sostenuta con una centinature di tavole a seconda del dissesto, si rimuovono i pavimenti, il sottofondo e il materiale di riempimento.
Si esegue poi la verifica delle curve di pressioni, che si verrà a stabilire con i nuovi carichi, sulla parte intradossale della volta rimasta in opera, che è costituita in blocchetti di pietra.
Affinché la curva di pressioni rimanga, sempre, entro il terzo medio delle sezioni della volta, si agisce sui rinfianchi laterali, che verranno eseguiti con calcestruzzo di cemento.
Dopo aver raschiato e spazzolato i giunti della volta, sul lato estradossale, e lavato con acqua, si esegue una sottile cappa, con biacca di cemento, per saturare tutti i giunti eventualmente sconnessi tra gli elementi lapidei.
Si eseguono poi i sostegni per il pavimento con dei muretti ( frenelli ) disposti ortogonalmente alle generatrici della volta.
I frenelli vengono realizzati con mattoni pieni UNI, dello spessore di una testa e si dispongono distanziati fra loro con interasse variabile da 80 cm a 120 cm a seconda dell’ampiezza della volta, del suo spessore e del sovraccarico previsto.
I mattoni vanno collegati con malta di cemento e vincolati alla curvatura della volta previa infissione, su questa, di grossi chiodi di acciaio, lasciati sporgere di qualche centimetro, e annegati poi nella muratura dei frenelli;
ciò impedisce gli scorrimenti relativi fra l’entradosso della volta e i frenelli stessi.
Sui frenelli vengono quindi appoggiati dei tavelloni in laterizio e su questi, gettata una solettina di 4-5 cm, di calcestruzzo, armata con una rete di tondini di 5-6 mm con maglie da 10-20 cm.
Dopo di ciò si rimettono in opera i pavimenti, che nel nostro caso sono quelli originali.
Nei frenelli si debbono lasciare dei fori di circolazione dell’aria anche per impedire possibili sovrapressioni dell’aria stessa, causate da sbalzi di temperatura o da fonti interne di calore.
Per quanto riguarda la volta a schifo presente nel vano PT4 si è intervenuti come descritto sopra, come per tutte le altre volte a crociera presenti negli altri vani, ma con la variante dell’ introduzione di una controsoletta armata, necessaria ai fini del consolidamento statico della stessa in funzione dei nuovi carichi di esercizio previsti dall’introduzione nella progettazione dello studio-biblioteca al di sopra di essa.