Maria S.S. di Ripalta
 

La fede del popolo non ha mai permesso di riparare i danni delle incisioni. E non furono riparati neppure nei 1926, quando per interessamento della Soprintendenza ai Monumenti fu restaurato con criteri artistici dal prof. Domenico Brizio della Scuola d’Arte di Assisi. Dopo il restauro, il Quadro venne chiuso in una ermetica custodia di vetro, in modo da impedire, per quanto possibile, la infiltrazione di polvere e da assicurare il prezioso dipinto da ulteriore deterioramento...”. Così non fu, tanto che nel 1970 esso parti alla volta di Firenze, per un successivo necessario restauro. Dall’epoca del rinvenimento e per circa quattro secoli, l’Immagine rimase nella cappella sull’Ofanto, senza mai essere trasportata a Cerignola, almeno fino al 1543. E’ di quell’ anno, infatti, un documento nel quale si stabilisce “...di poter esso Clero et Capitolo portare reverenter et devote la gloriosa Madonna e per dieci giorni più o meno ad elezione di detto Clero e Capitolo inta la Maggiore Ecclesia di S. Pietro di detta Terra...”. In quei giorni, che cadevano nel1a prima decade di settembre di ogni anno, si svolgevano solenni festeggiamenti in onore della Madonna di Ripalta, la cui festa fu fissata per il giorno della Natività di Maria, l’8 settembre. Maria di Ripalta, però, non era stata ancora proclamata Protettrice e Patrona della città di Cerignola; l’avvenimento si verificò soltanto nel 1859, ed è ricordato da una lapide esistente nella ex Cattedrale detta “Chiesa Madre” ed oggi dedicata a S. Francesco d’Assisi.

E’ opportuno spiegare, per chi non è cittadino cerignolano, che l’appellativo di “Ripalta” è dovuto al ricordo del luogo in cui il sacro Dipinto fu rinvenuto, vale a dire la “ripa alta” (quella sinistra) dell’Ofanto.