È S.Francesco di Sales, il quale nacque nel 1567 a Sales, antico castello della Savoia, nel circondario di Annecy. Da Sales è nato il nome di Salesiani: i componenti della Società di S.Francesco di Sales fondata da S.Giovanni Bosco. Fu figlio primogenito del signore di Boisy, in una della più antiche e nobili famiglie savoiarde. Studiò prima all’università di Parigi e poi a quella di Padova. È il protettore dei giornalisti e degli scrittori cattolici. Fu prima vescovo coadiutore e poi vescovo effettivo di Ginevra. I suoi scritti gli valsero il titolo di Dottore della Chiesa. Morì a Lione, il 28 dicembre 1622 all’età di 55 anni. L’anno dopo il 24 gennaio, la sua spoglia venne trasferita ad Annecy. Dopo la canonizzazione, nel 1665, la festa di S.Francesco di Sales venne fissata al 29 gennaio. Con la riforma del calendario è stata preferita la data della sua traslazione, il 24 gennaio. Perché proprio S.Francesco di Sales? Non dobbiamo dimenticare che i De Nicolai o Nicolai, che dir si voglia ( il “De”sta ad indicare l’origine o la provenienza), erano di Arfavilla di Gallia, ossia erano francesi. Ci tenevano perciò a vedere la Cappella da loro rifatta più bella e più grande di prima, ornata di un Santo francese, per giunta molto conosciuto e miracoloso, apprezzato a taumaturgico. Intorno al capo del santo vescovo, si vedono teste di angeli che gli fanno festa, che gli attribuiscono la gloria, che già lo considerano un loro compagno in Paradiso, pur essendo ancora vivo. A sinistra c’ è un angelo che sorregge il pastorale, simbolo del potere e del dovere dottrinale, disciplinare e giurisdizionale del pastore della diocesi sui suoi fedeli; a destra c’ è un angelo che sorregge la mitra. Ai piedi ci sono delle nubi, alcune più oscure ed altre più chiare da cui escono teste di angeli giulivi e festanti. Il Santo, al centro, appare vestito da Vescovo nell’atto di pregare e di offrirsi in olocausto a Dio. La parte centrale è illuminata. Così il santo appare nella luce, che non è la luce terrena , solare, ma la luce celesta, paradisiaca. Il Santo sembra beato e contento, con il viso sereno e tranquillo: sa che fa il suo dovere. Ha la fronte spaziosa di chi è semicalvo; ha il volto lungo incorniciato di barba, gli occhi profondi e vivaci, proprio di chi è intelligente ed ha un’intensa vita spirituale e mistica. L’autore è ignoto. Può darsi che sia stato lo stesso che ha dipinto S.Antonio, la tela che sta di fronte. Il secolo è il XVII: verso la fine o tutt’al più all’inizio del secolo seguente. La tecnica è barocca: gioco di luci e di ombre, con effetti straordinari ed effetti meravigliosi. Altri scartano la fine del sec.XVII e del secolo seguente e affermano che le due grandi tele stavano già nella vecchia cappella. Furono tolte e conservate, durante i lavori di ampliamento e abbellimento, e , una volta completati i lavori, rimesse sugli altari laterali ritornando al posto di prima. Non troviamo ragioni sufficienti per scartare questa ipotesi. È possibile. È verosimile. Può essere accettata.