Il periodo Federiciano

 

Non esistono documenti che provino un intervento federiciano sul castello di Acquaviva, anche se Fusco, nelle sue tavole dei castelli pugliesi in età sveva, colloca il castello di Acquaviva tra quelli ampliati. Le fonti su cui si basa la storia dei castelli svevi non citano in nessun caso interventi sul nostro edificio. Tuttavia i riferimenti alle vicende storiche di Acquaviva nel XIII secolo offrono, se opportunamente affiancate da considerazioni di carattere tipologico e stilistico, diverse informazioni utili a formulare alcune ipotesi. Nel corso del XIII secolo troviamo, quali signori di Acquaviva, Niccolò Funtanellis, tra la fine del 1100 e il 1240, Filippo Cinardi, dal 1240 ed il 1266 e, a partire dal 1270, la dinastia dei De Santeguevilla. Ma è soprattutto sulla figura di Filippo Cinardi che occorre soffermarsi per ricavare notizie utili. Sappiamo che il Cinardi riveste ruoli importanti nell’esercito di Federico ed in particolare quello di provvisore dei castelli ed di esperto in fortificazioni. La sua signoria su Acquaviva porta quindi ad ipotizzare che Cinardi sovrintenda ad opere di ampliamento della fortezza normanna (va anche considerata la coincidenza delle date se, come ha osservato De Vita, la maggiorparte dei castelli svevi viene costruita o rifatta proprio dopo il 1230), opere ispirate ad alcune caratteristiche tipologiche tipiche degli interventi svevi: la volontà di ricondurre - come ha scritto De Vita - le opere all’assialità del Castrum e la sostituzione ai muri di veri corpi di fabbrica a collegamento delle torri che cercano di dare all’insieme un impianto “quadratico”.

 

 

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