Chiesa di Santa Caterina a Conversano - Cenni storici


Ubicata ad un chilometro da Conversano , sulla strada che collega questo comune con San Vito, una frazione sdi Polignano a Mare,la chiesa di Santa Caterina ha pianta quadrilobatai cui volumi si articolano, con duplice simmetria, lungo i lati di un ipotetico parallelepipedo baricentrico sul quale si innesta una cupola.
La sua articolazione planiumetrica, ed in parte volumetrica, ritrova analogie con il battistero paleocristiano ubicato nei pressi della chiesa della TrinitÓ a Venosa (V-VI secolo), nonchŔ con l'abside trilobata della chiesa di S.Ippolito a Monticchio (VII-XI), e con la chiesa di S.Leuccio del territorio di Canosa del VI secolo.
"...Dalle ricerche condotte si Ŕ appurato che le sue diagonali sono perfettamente orientate Nord-Sud ed Est-Ovest.
Inoltre sia la spazialitÓ interna che quella esterna risultano programmate in maniera da ottenere delle particolari corrispondenze costruttive, si evince soprattutto impostando la successione consecutiva degli elementi strutturali su di una unica pianta.
La centralitÓ del sistema, si avverte in modo tangibile all'interno dove la "specularitÓ" degli elementi Ŕ accentuata dalla ripetizione delle absidi, unica diversitÓ il fornice d'ingresso che caratterizza la quarta La specularitÓ che si avverte oggi, in passato era mitigata dagli affreschi che ornavano i diversi paramenti murari e quindi con le loro campiture cromatiche nŔ differenziavano l'aspetto.
L'imposta della cupola Ŕ caratterizzata da una cornice sagomata che raccorda i quattro pennacchi ed i quattro archi dei catini absidali, mentre un lanternino e due finestrelle ne assicurano l'illumiazione.
Ad ogni modo sull'attualeconformazione esterna di questa fabbrica sussistono alcuni dubbi in ragione della esecuzione di una serie di restauri.
Infatti nel 1915 il Vinaccia riporta, in un suo studio, che le absidi della chiesa di Santa Caterina erano "poligonali" e la medesima affermazione viene ribadita da Cecchelli nel 1935.





Non sappiamo quale constatazione pu˛ aver ridotto i due
studiosi a tali affermazioni.
Comunque l'involucro esterno risulta caratterizzato da tre distinte
partiture:

    - La prima Ŕ quella inferiore che contiene le absidi e termina con la cornice marcapiano-gocciolatoio, la quale non risulta nelle antiche immagini.
    - La seconda partitura comprende il tiburio ottagonale,
    che funge da involucro della cupola, ed ha una copertura piramidale e due finestre impostate secondol'orientamento Est-Ovest.
    - La terza partitura Ŕ costituita dal lanternino di forma
    quadrata.

Per quanto riguarda la datazione di questa fabbrica ha innescato
differenti pareri.
Il Petrucci l'assegna all'XI secolo; lo Schettini al XII-XIII secolo;
L'Apollonj-Ghetti la ritiene del 1350 in quanto l'associa a specifiche influenze, "...dirette influenze dalle fabbriche a schema centrale, tricore o quadricore, che abbondano sulle coste
settentrionali dell'Adriatico giÓ dall'etÓ paleocristia, ma anche alla Terra Santa,all' Africa preconsolare e alle trichorae del soprassuolo del cimitero di Callisto a Roma...".
Ad ogni modo, l'analisi condotta sul manufatto ha chiarito che la metodologia di redazione degli elementi architettonici, per comparazione con altri modelli pugliesi di epoca documentata, si possono attribuire alla prima metÓ del XII secolo..."
L.Mongiello "Chiese di Puglia - Il fenomeno delle chiese a cupola", ed. M.Adda - Bari 1998

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