Vent'anni di futuro...al Beato Giacomo


5 Ottobre... Una data entrata di diritto nella progressiva storia di questo "luogo" francescano di Bitetto e nel futuro della Chiesa e della famiglia dei frati minori.
5 0ttobre 1981. Avvio della rinnovata presenza dei frati minori nel Santuario del Beato Giacomo e nel territorio. I frati che lo hanno abitato fin dal 1433, gią erano ritornati ad essere presenti dal 1909,dopo essere stati forzatamente espulsi nel 1866. Si navigava nel buio, in una crisi vocazionale, che sembrava senza uscita e senza fine, e nel pessimismo, che soffocava la speranza. Dopo anni di faticosa promozione vocazionale, affiorava qualche "gemma" sugli arbusti spogli e impigriti dal gelo diffuso. "Gemme Serafiche" continua a intitolarsi il periodico che fa riferimento all'impegno della pastorale delle vocazioni nella famiglia dei frati minori di Puglia e Molise. Quelle "gemme" che il soffio della primavera dello Spirito Santo faceva sbocciare, andavano curate e orientate al futuro di Dio che non abbandona mai la sua sposa: la Chiesa.

Non si sa per quale ispirazione, ma lo sa Dio, gli occhi dei Superiori si fissarono sugli ampi spazi abbandonati della parte più vasta e consistente, giardino compreso, del convento del Beato Giacomo in Bitetto. Avviate timidamente ma con convinzione le trattative con gli Amministratori del Comune, questi manifestarono buone intenzioni e si giunse ad avere anche la chiave del complesso abbandonato. Da giugno ai primi di ottobre del 1981, il tutto si trasformò in un complesso ed articolato cantiere la cui progettazione, attuazione e direzione furono affidate a P. Ciro Nido. Oltre a tre o quattro operai, lavoravano tutti: chierici, postulanti, aspiranti, prodigandosi in una esperienza eccitante di lavoro che li rendeva attori di un avvenire radioso che iniziava nelle loro mani. Arte muraria, impianto idraulico ed elettrico, falegnameria, ecc, tutto funzionò a ritmo serrato per permettere, la sera del 5 ottobre di quello stesso anno, di procedere alla benedizione e inaugurazione, nonchè all'insediamento ufficiale della nuova fraternità, che passava di colpo da due a ben nove unità e in prevalenza formata dalle "gemme serafiche" cioè dai giovani frati in cammino di formazione per giungere all'ordinazione sacerdotale.

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