Questa variante sembra il frutto di un rimaneggiamento della parte absidale della chiesetta, di cui d’altronde è traccia anche all’esterno, in un improvviso mutare dei corsi del parato murario e in un diverso livello degli spioventi del tetto: un rimaneggiamento che mirava a conferire una sorta di monumentalità nuova al piccolo edificio, dilatando illusoriamente, con espediente prospettico, lo spazio al di là del quadrato centrale e avvicinando quasi una modesta architettura rurale al modello delle maggiori chiese romaniche, a tre absidi e con transetto non aggettante. L’ipotesi è attendibile, la trasformazione, avvenuta presumibilmente nel XII secolo contribuisce a testimoniare la datazione anticipata del corpo di fabbrica originale e fornisce una interessante indicazione anche per le cronologie di altri edifici dello stesso gruppo.


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