LA CHIESA: architettura e arte


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- Facciata della Chiesa di S. Sebastiano -



Verso la metà del 1400 iniziarono i primi lavori della Chiesa di S. Sebastiano. La sua bellezza è esaltata dalla semplicità delle forme e dei materiali (pietra locale) oltre che dai particolari realizzati con molta accuratezza e arte.

La facciata racconta l'evoluzione storico-artistica dell'intera struttura.
Il portale d'ingresso è arricchito da stipiti finemente decorati, su cui si evidenzia un architrave sormontato da una cornice semicircolare. Il rosone di forma romboidale arricchisce lievemente la facciata che si completa con delle paraste che danno verticalità e si congiungono con un particolare muretto decorato.
A collegare la Chiesa e il Convento vi è il campanile, singolare per la sua delicata forma: si evidenziano due arcate con balaustre, sormontate da un cornicione e da una cupola che chiude il tutto.
La storicità della Chiesa è evidente in facciata poichè a destra del portale d'ingresso, si nota l'entrata alla "Chiesa della Madonna della Pace", attualmente murata, ma evidenziata dalle paraste e dal timpano sovrastante, ricordando quindi l'architettura della Chiesa negli anni precedenti al 1450.

L' interno della Chiesa e' suddiviso in tre navate da dieci pilastri ottagonali che sorreggono quattro archi a tutto sesto per ciascun lato (completamente trasformato nel secolo XVIII).

A meta' delle navatelle, lungo i muri perimetrali, si aprono, nella navata minore di sinistra, due cappelle, una ( Cappella Orsini) delle quali fu patronato degli Orsini e l' altra -dedicata al SS. Crocifisso-, completamente rinnovata rispetto all' originaria conformazione, fu innalzata dalla famiglia Guida "come sua gentilizia" e accoglie, oltre che un altare su cui e' collocato un Crocifisso ligneo, notevole per valenza stilistica e riferibile ai secoli XIV -XV, anche una lapide che reca un' epigrafe per il patrizio Angelo Guida. I muri della navata centrale, poi, al di sopra delle arcate, sono ornati da fregi in stucco e ovali con dipinti raffiguranti Angeli e i quattro Evangelisti.

Di pregio è anche il ciborio, realizzato da fr. Giuseppe da Soleto, oltre che una tela raffigurante la Madonna del Carmine situata al centro dell'altare, attribuita a fr. Giacomo da S. Vito dei Normanni che lavoro' per la costruzione del medesimo altare in collaborazione con il menzionato fr. Giuseppe. Nella sagrestia: un armadio "vagamente dipinto a chiaroscuro" per la suppellettile e due inginocchiatoi, molto guasti, con anconette raffiguranti "La Deposizione", "Ecce Homo", "La Maddalena", "L'Addolorata" e "San Gaetano". È presente un Lavabo ornato di "rigiole". Secoli XVI-XVII.



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