A conclusione di un convegno internazionale, tenutosi a Bari nel mese di maggio del 1993, fu lanciata la proposta di un corso a distanza di ''Fotogrammetria architettonica", finalizzato alla creazione di un catalogo dei Beni Culturali
La fotogrammetria è una tecnica che consente di ottenere immagini fotografiche tridimensionali e di rilevare le misure reali dalle stesse. Il trasferimento dell'immagine fotografica su supporto elettronico ha consentito alla fotogrammetria un notevole salto di qualità per i seguenti motivi:
- il rilievo delle misure dai fotogrammi metrici, che prima richiedeva l'impiego di costosissime ed ingombranti apparecchiature, può essere fatto oggi con un comune Personal Computer:
- le operazioni richieste per effettuare il rilievo non solo sono state notevolmente semplificate, ma, grazie alla programmazione "object oriented", ogni utente può facilmente adattare il software alle proprie esigenze;
- le immagini metriche possono essere trasmesse a distanza tramite la rete telefonica: quindi con l'ausilio di Ull modem è possibile richiamare sul proprio PC le immagini desiderate, osservarle stereoscopicamente e, se neces sario, rilevarle .
Sulla base di queste premesse, l'alfabetizzazione risulta l'unico problema da risolvere per la creazione di un "Catalogo dei Beni Culturali, consultabile ed aggiornabile a distanza" Nasce da qui l'idea di un telecorso di Fotogrammetria architettonica, che prevede l'insegnamento integrato tramite:
- carta stampata. per consentire un facile approccio al problema;
- CD-ROM interattivi, aventi lo scopo di effettuare una prima verifica sulla preparazlone ragglunta;
- videoconferenza, per la verifica finale in rapporto con il docente.
Si tratta di un tipo di didattica che ripropone, in termini moderni, la scuola-bottega, dove esistevano la figura del maestro, la cui attività era finalizzata alla produzione, e quella del discepolo, che imparava lavorando con il continuo sforzo di imitare il maestro. Nel caso della "Scuola a distanza di Fotogrammetria architettonica" i discenti dovrebbero "adottare" un Bene Culturale, per arricchire con la sua documentaziolle la banca-dati. I vantaggi dl questo tipo di didattica rispetto a quella tradizionale sono:
- alfabetizzazione sui moderni mezzi di comunicazione. Per frequentare questo tipo di scuola occorre innanzitutto imparare a "leggere e scrivere'' con i nuovi strumenti;
- collegamento costante con il mondo del lavoro. Un Centro di documentazione così concepito rappresenta una mostra permanente della produzione, sulla base della quale può essere scelta quella "mano d'opera" tanto carente oggi sul mercato;
- protagonismo del discente, che, oltre a poter scegliere il proprio docente, è pubblicamente responsabile della scheda documentaria e, quindi, studia con sufficiente motivazione;
- nuova figura del docente che senza imporre le proprie direttive, svolge una funzione di consulenza. Essendo ugualmente responsabile della scheda documentaria, anche il docente viene motivato nel continuo aggiornamento.
Il progetto esecutivo della Scuola sarà presentato in un convegno internazionale che avrà luogo a Bari, nel complesso di S Scolastica, nel mese di maggio del 1996. In tale occasione sarà presentato anche il volume '19851995: il progetto finalizzato Fotogrammetria e tutela del territorio (Levante editori - Bari). La pubblicazione riassume dieci anni dell'attività di ricerca svolta dalla ''Cattedra di fotogrammetria architettonica'' del Politecnico di Bari, nell'ambito dell'accordo con convenzione per l'uso comune di apparecchiature fotogrammetriche-elettroniche, firmato con l'Assessorato alla Cultura della Regione Puglia nel 1985 .
Al settore della tutela del territorio Levante editori ha dedicato un'apposita collana a cui, allo stato attuale, appartengono, oltre a quello citato, i volumi ''Il rilievo stereofotogrammetrico" e "Cartografia digitale in architettura e urbanistica" (entrambi di Antonio Daddabbo), e "I Beni Culturali Ecclesiastici" (curato da Piero Grimaldi, presidente della Fondazione Italiana Fotogrammetria Architettonica).