Per meglio comprendere la tecnica della fotografia tridimensionale (stereo), ci conviene rivivere, con esperienze pratiche, il processo storico. Cominciamo con un esperimento suggerito da un illustre personaggio: "Pruova come tutte le cose poste n un sito sono tutte per tutto e tutte nella parte. Dico che, se una faccia duno edifizio o altra piazza o campagna che sia illuminata dal sole, arà al suo opposito unabitazione, e in quella faccia che non vede il sole sia fatto un piccolo spiraculo retondo, che tutte le alluminate cose manderanno la loro similitudine per detto spiraculo e appariranno dentro allabitazione nella contraria faccia, la quale vol essere bianca, e saranno lì appunto e sottosopra, e se per molti lochi di detta faccia facessi simili busi, simile effetto sarebbe in ciascuno" (Leonardo da Vinci, in "Codice Atlantico"). Se il risultato è positivo, ci conviene fissare limmagine su di un foglio di carta sensibile; in caso contrario ripetiamo lesperimento sulla base di unaltra descrizione: "Per veder que le cose in oscuro in una camera che sono fuori illuminate dal Sole, e con i suoi colori" "è bisogno che prima chiudate le fenestre della camera, e seria anchor meglio, se si otturassero tutte le fissure, che non entrasse alcun lume dentro, destruesse tutta lapparenza, buserai una fenestra, farai il buco della grossezza dun dito per lungo, e per largo, sopra vi accomoderai una tauletta di piombo, ovvero di rame, e ce la incollerai, della grossezza dun cartone, nel cui mezo farai un buco rotondo della grossezza del dito piccolo della mano, allincontro vi porrà lenzuola bianche, o panni biancheggianti, overo una carta, così tutte le cose che di fuori sono illuminate dal sole, le vedrai dentro, vedrai che coloro che passeggiano per le strade, rivolti con la testa in giù come antipodi, e le cose destre appariranno sinistre, e tutte le cose rivoltate, e quanto più seranno distanti dal buco, tanto appariranno più grandi. Se tu vi avvicinerai una carta, o lenzuolo bianco, le immagini si vedranno minori, ma più chiare; ma bisogna star un pochetto a vederle; perché non le vedrai cosi subito; perché una cosa sensata gagliarda, la grandissima impressione col senso, e vi fa tanta affettione, che non solo quando i sensi fanno la sensazione, ne detti sensori, et loffendono, ma sono rimossi da sensi, pur vi restano fermi, il che si conosce chiaramente in questo esperimento, perché coloro che caminano per lo sole, quando entrano in una camera oscura anchora quellaffettione gli accompagna, che non si vede nulla, overo con gran fatica per serbarsi anchora ne gli occhi quella affettione fatta da quel lume; ma poi se parte a poco a poco, e veggiamo nelle tenebre assai bene. Ma hora aprirò quello che ho sempre taciuto, e stimava dover tacere sempre, se voi ponete al buco una lentecchia di cristallo, subito vedrai le cose assai più chiaramente, le faccie di coloro che vanno per le strade, i colori delle vesti, le vesti, e tutte le cose, come se proprio le vedessi da presso, non senza grandissimo piacere, che coloro che lo vedono non possono tanto meravigliarsi, che basti." (Giovan Battista Della Porta, "Magiae naturalis"). A conclusione dellesperimento prendiamo nota di quanto segue:
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