L’uso improprio della restituzione prospettica come tecnica fotogrammetrica e la diffusione di software CAD capace di fornire prospettive in tempo reale, hanno fatto dimenticare quanto sia utile l’analisi attraverso l’osservazione stereo del modello ottico tridimensionale, tanto che si è giunti al paradosso di usare volgarmente il termine stereo per indicare un qualsiasi impianto stereofonico. In fotogrammetria lo stereoscopio è stato soppiantato dagli occhiali, sottovalutando l’importanza di mantenere fisso, in fase di restituzione, il punto di osservazione. Il fatto rivoluzionario dell’immagine digitale sta nell’eliminazione dell’errore di parallasse, grazie al fatto che la “marca mobile” fa parte del piano dei fotogrammi e per l’ingrandimento di questi non è più necessario far ricorso ad oculari aggiuntivi d’ingrandimento. Assicurata (attraverso gli specchi) una minima distanza di osservazione di 25 cm. lo stereoscopio si semplifica moltissimo e può essere realizzato a basso costo, come un qualsiasi accessorio dei moderni schermi (si osservi la semplicità del modello riportato in questa pagina). Aggiungasi, ancora, che la coppia di immagini stereometriche può essere richiamata, osservata e misurata via rete e sostituita, in tempo reale, da altre coppie di fotogrammi messe a disposizione dal catalogo on-line. Qualsiasi intervento sommario di fotogrammetria inversa può essere fatto sempre via rete, mentre chi è esperto di modellazione, può scaricare i fotogrammi per fare delle restituzioni tridimensionali e progettare interventi di restauro o di trasformazione mediante la fotogrammetria inversa.