Per comprendere i vantaggi di questo strumento, si può pensare, per un attimo, alla scansione di un testo, operazione che tutti abbiamo avuto modo di fare. Sappiamo benissimo che lo scanner (in questo caso siamo in uno spazio bidimensionale) rileva un certo numero di punti, in funzione della risoluzione scelta. La restituzione avviene sempre nel piano e ci fornisce, in pratica, una fotocopia del testo ripreso. Solo grazie ad un software, in un secondo momento, è possibile effettuare il riconoscimento dei caratteri ed avere la possibilità di elaborare il testo. Appare scontato che se il testo è chiaro (per esempio risultante da una stampa di computer), è sufficiente indicare il carattere e si può essere certi di non riscontrare errori nella copia ottenuta. Se il testo scansito, invece, è degradato, il riconoscimento dei caratteri non offre garanzie ed è necessario apportare le correzioni necessarie, operazione che può divenire tanto noiosa da far preferire la trascrizione manuale dell’intero testo.
Passando dallo spazio bidimensionale a quello tridimensionale, il discorso rimane invariato, a parte il fatto che la rappresentazione tridimensionale avviene in uno spazio bidimensionale e, quindi si perde la stereometria. Anche in questo caso l’insieme dei punti acquisiti può essere importato in un programma di modellazione, in modo da apportare tutte le modifiche necessarie per la realizzazione della copia. Da non sottovalutare che la ”nuvola di punti”, pur essendo tridimensionale, viene rappresentata nel piano e fornisce solo l’impronta dell’oggetto rilevato e, specie in architettura, spetta all’operatore effettuare il riconoscimento delle parti.