Nel film il copista, Totò sosteneva che fare il pittore è facile. Basta pensare qualcosa e dipingere: nessuno sarà mai in grado di verificare se il pittore ha comunicato la propria idea. Al contrario per il copista la strada è tutta in salita, perché il risultato è noto prima di cominciare e, per raggiungerlo, occorre ripercorrere il processo mentale dellautore. Nel caso dellarchitettura, lidea progettuale viene inquinata già in fase di realizzazione. Se poi si pensa a tutti gli interventi che un qualsiasi edificio subisce nel tempo, possiamo tranquillamente affermare che il copista definito da Totò dovrebbe, in architettura, affrontare un lavoro impossibile. Tuttavia il problema sussiste ed il rilevatore deve decidere se inseguire il progetto originale o riprogettare lopera sulla base dei dati acquisiti. Per fortuna il progetto redatto dal rilevatore non viene realizzato, ma rimane solo a livello virtuale e può essere soggetto a qualsiasi correzione nel tempo.
Nellimmagine annessa vediamo la chiesa di S.Antonio a Mola di Bari (a destra), così come appare a Giovanni Polieri, che ne ha effettuato il rilievo con una stereocamera composta da due camere digitali Canon Pawer Shot A300. A sinistra è riportato un particolare della restituzione fotogrammetrica ottenuta con il software Maya 6.0. Considerato che il modello virtuale viene fornito tramite immagini stereometriche, verrebbe da chiedersi perché osservare i fotogrammi della replica e non quelli delloriginale?. Si tratta, però, di una domanda che si pone solo chi non ha provato a smontare e rimontare il modello virtuale stereometrico.