Un punto, su cui apparentemente tutti sono d’accordo, è la definizione di rilievo architettonico, inteso come l’insieme delle informazioni necessarie e sufficienti per la ricostruzione dell’opera architettonica. Si tratta evidentemente di un punto d’incontro puramente ideale, considerato che, a memoria d’uomo, nessun rilievo ha potuto mai rispettare tale definizione: si pensi semplicemente alle informazioni relative ai materiali ed alle parti inaccessibili dell’opera architettonica. La definizione è più accettabile se si parla di “informazioni necessarie alla riprogettazione” piuttosto che alla “ricostruzione dell’opera architettonica”: dunque il rilievo non è più una fotocopia, ma, con i mezzi oggi a disposizione, diventa una “replica virtuale” e, come ogni progetto, non può prescindere da una chiara finalizzazione. L’operazione di rilievo conserva sempre due fasi distinte, anche nel tempo: l'acquisizione delle informazioni (ripresa) e la comunicazione delle stesse (restituzione). L’acquisizione delle informazione avviene con tecniche e strumenti scelti in funzione della finalità del rilievo. In questo convegno saranno confrontati costi e risultati di due tecniche abbastanza note: il laser scanner 3D e la fotogrammetria. Le due tecniche saranno presentate, con dimostrazioni pratiche e strumenti propri, da Vito Leonardo Chiechi e Giovanni Polieri, giovani ingegneri laureati con una tesi in “rilevamento fotogrammetrico dell’architettura”, i quali, in preparazione del convegno, si sono confrontati nel rilievo di un trullo.