STATO DELL'ARTE E SVILUPPO DEL SETTORE DELLE INFORMAZIONI TERRITORIALI IN ITALIA

1. Stato dell'arte e processi dô sviluppo in corso

I progressi conseguiti nella prassi operativa per la formazione della documentazione territoriale, grazie alla messa a punto di nuovi sistemi di inquadramento geodetico, di acquisizione dei dati geografici spaziali e di restituzione fotogrammetrica digitale, stanno ormai modificando in maniera consistente anche il mercato del lavoro di questo stesso settore delle informazioni territoriali, ed il quadro generale che ne risulta appare in conseguenza alquanto mutato e contraddittorio, rispetto alla situazione da tempo consolidata e conosciuta.

La variazione immediatamente emergente risulta senza dubbio quella della trasformazione delle tradizionale domanda di elaborati grafici in domanda di elaborati digitali. Un nuovo prodotto informativo, capace di offrire cioĆ, un piŁ ampio spettro di applicazioni, sia agli effetti della puntuale documentazione delle consistenze territoriali e patrimoniali, che ai fini della loro salvaguardia e gestione.

Elaborati digitali questi, suscettibili di fornire ancora delle rappresentazioni grafiche dei rispettivi contenuti informativi, ma anche orientati ad avviare la formazione di basi di dati geografici per sistemi informativi georeferenziati sui contenuti tematici e metrici generalmente descritti, aperte dinamicamente nel tempo, per seguire e recepire l'evolversi delle varie modificazioni indotte sul territorio dallo sviluppo naturale e dal progresso civile.

Una crescita culturale confortata anche da una progressiva evoluzione tecnologica delle apparecchiature strumentali di rilevamento e di restituzione dei dati geografici spaziali che, nel loro insieme, consentono di pervenire ad un nuovo tipo di documentazione e di elaborati, molto piŁ affinati e piŁ affidabili. E questo, lasciando peraltro lo stesso settore disciplinare aperto ancora a nuovi sviluppi, per tutte le varie altre applicazioni in corso di sperimentazione relative alla telematica ed alla prospezione a distanza.

Una rivoluzione culturale e metodologica, quella che si sta preparando, che tende dunque a rinnovare anche la domanda e l'offerta del mercato della cartografia tecnica, e che contribuisce oltretutto ad equalizzare in modo completamente nuovo la qualitł dei vari documenti conoscitivi prodotti, posti alla base della pianificazione e della programmazione economica territoriale.

Un fermento di idee e di iniziative che non sembra perś sfiorare e coinvolgere purtroppo i diversi Organi cartografici dello Stato, pionieri ed attori nel passato dello sviluppo metodologico e tecnologico vissuto in Italia dallo stesso settore delle informazioni geodetiche e territoriali. Ma che comunque filtrando attraverso la letteratura scientifica e tecnica specializzata, e la propaganda tecnico commerciale, appare sempre suscettibile di influenzare la domanda e l'offerta in maniera da stimolare una sempre maggiore competitivitł.

Circostanza che non puś essere certo sottovalutata in questa particolare situazione congiunturale.

2. Gli organi cartografici dello Stato

La geodesia e cartografia italiana vantano una tradizione avente origini molto remote, che si confondono con la storia del nostro Paese, ma che meglio si precisano col compimento dell'unitł nazionale e la proclamazione del nuovo Stato italiano, avvenuta il 17 marzo 1861, allorchÄ venne posto il problema della costituzione dei diversi servizi tecnici nazionali.

Come noto, la Legge 2 febbraio 1960, n. 68 ha riconosciuto quali organi cartografici dello Stato: l'Istituto Geografico Militare, lstituto Idrografico della Marina, la Sezione fotocartografica dello Stato Maggiore Aeronautica (divenuta in prosieguo di tempo: Centro Informazioni Geotopografiche Aeronautiche), \'Amministrazione del Catasto e dei Servizi Tecnici Erariali (denominata in prosieguo di tempo: Agenzia del Territorio), e il Servizio Geologico d'Italia.

 

 

 

2.1. l'Istituto Geografico Militare (IGM) ha sede a Firenze e venne costituito al compimento dell'unitł nazionale mediante il R.D. 27 ottobre 1872, n. 1084, con la funzione specifica di "eseguire i lavori geodetici e topografici per i bisogni militari dello Stato", come recita l'Articolo 2 del decreto istitutivo.

Esso ha cosô attualmente il compito di fornire supporto geotopografico alle Unitł e Comandi dell'Esercito Italiano, ed in virtŁ della citata Legge 2 febbraio 1960, n. 68 di svolgere anche la funzione di Ente Cartografico di Stato e di far pertanto fronte anche ad esigenze di carattere civile generale. Le sue attivitł principali sono la produzione, l'aggiornamento e la cessione della cartografia a media e piccola scala, la manutenzione della materializzazione dei confini di Stato, la gestione delle reti di triangolazione geodetica e di livellazione, dei dati geodetici, gravimetrici e magnetici, la riqualificazione professionale del personale tecnico militare e civile.

2.2. L'Istituto Idrografico della Marina (IIM) ha sede a Genova e venne costituito con R.D. 26 dicembre 1872 n. 1205, nell'Osservatorio astronomico di San Giorgio, con compiti piuttosto ampi che spaziano dai rilevamenti idrografici a quelli topografici costieri, dalla redazione di istruzioni per la navigazione alla diffusione di avvisi ai naviganti, alla formazione professionale degli ufficiali idrografi. Il suo patrimonio comprende unitł navali automezzi ed attrezzature idonee al rilevamento geodetico, topografico batimetrico ed oceanografico.

2.3. Il Centro Informazioni Geotopografiche Aeronautiche (CIGA) ha sede anell'Aeroporto di Pratica di Mare e dal 1976 svolge l'attivitł aerofotocartografica svolta prima dalla Sezione Fotocartografica del 4í Reparto dello Stato Maggiore Aeronautica. Compito specifico del CIGA Ć quello di raccogliere, valutare, elaborare e diffondere informazioni geotopografiche e promuovere lo sviluppo tecnico scientifico del settore, al fine di soddisfare le necessitł dell'Aeronautica Militare nelle forme imposte dalle esigenze operative, addestrative, informative e logistiche in atto, nonchÄ soddisfare le necessitł delle altre FF.AA. e quelle civili nazionali.

2.4. L'Agenzia del Territorio ha sede a Roma ed Ć subentrata nelle funzioni svolte a suo tempo dall1Amministrazione del Catasto e dei Servizi Tecnici Erariali. I compiti attribuiti a questo Organo cartografico dello Stato discendono dalla Legge 1 marzo 1886 n. 3682, che sancô la formazione di un catasto geometrico particellare uniforme, fondato sulla misura e sulla stima, per accertare le proprietł immobiliari e tenerne in evidenza le mutazioni. Compiti precisati in prosieguo di tempo col R.D. 8 ottobre 1931 n. 1572 del Testo Unico delle Leggi sul nuovo catasto, e col R.D. 12 ottobre 1933 n. 1539 approvante il regolamento per l'esecuzione delle disposizioni legislative sul riordinamento dell'imposta fondiaria.

2.5. Il Servizio Geologico d'Italia ha sede a Roma ed effettua rilevamenti e studi finalizzati alla produzione delle carte geologiche e geotematiche del territorio nazionale. Esegue ricerche, controlli e studi applicativi nel campo della stabilitł dei versanti, pianificazione urbanistica e territoriale, cave, discariche ecc.

3. Attivitł imprenditoriale produttiva e tecnico-commerciale

L'attivitł imprenditoriale privata nel settore dei rilevamenti topocartografici ha avuto i suoi esordi in Italia, grazie alla riforma delle procedure catastali varata dal Testo Unico delle Leggi sul nuovo catasto del 1931 ed al completamento della Carta d'Italia alla scala 1:25.000 operato nell'ultimo dopoguerra.

Purtroppo non esiste un censimento di tutte le imprese operanti nel settore delle informazioni territoriali salvo l'elenco delle Ditte che presentano annualmente la propria attivitł imprenditoriale in occasione delle Esposizioni tecnico-commerciali tenute in corrispondenza delle periodiche Conferenze nazionali ASITA. E' tuttavia noto che le associazioni nazionali di categoria del settore disciplinare medesimo organizzano un insieme di 38 Imprese specializzate, 22 iscritte alla ANIAF e 16 iscritte alla UNIGEO, delle quali per riservatezza di rifiutano di divulgarne il nome sociale, ma anche per sottacere la loro effettiva valenza operativa. Ma il complesso delle Imprese private italiane operanti nello stesso settore disciplinare Ć di gran lunga superiore poichÄ non tutte aderiscono a queste associazioni di categoria e molte ditte preferiscono agire in ordine sparso.

Emergente fra queste dissociate Ć la Compagnia Generale Ripreseaeree S.p.A. (CGR) con sede a Parma, che da oltre 35 anni opera nel campo dei rilevamenti terrestri, eseguendo riprese aeree fotogrammetriche con pellicole b/n, colore e infrarosso, telerilevamento con sensore iperspettrale e riprese digitali, rilevamenti speciali, elaborazioni digitali, formazione di cartografia tecnica numerica e tematica, nonchÄ sistemi informativi territoriali. La CGR costituisce inoltre la capogruppo di un consorzio di societł che svolgono attivitł anche nel settore aeronautico con una propria officina di manutenzione e riparazione aeromobili e servizio di distribuzione carburanti. Complessivamente il gruppo si avvale della collaborazione di oltre 150 operatori, nella maggior parte laureati e diplomati, con specifiche competenze settoriali, mentre tutte le altre imprese del settore sembrano occupare mediamente da 2 a 20 operatori soltanto, risultando alcuno soltanto delle agenzie di comodo per altre imprese costituite da operatori italiani all'estero (Bucarest, Tirana, ecc.).

Notevole risulta infatti la presenza di imprenditori spagnoli, rumeni ed altri paesi europei, in Italia, sia tramite consorzi come il Gruppo Europeo di Interessi Economici- Ingegneria Cartografica Europea (GEIE-ICE) avente sede a Perugia e Madrid, che attraverso promiscue associazioni temporanee di imprese, che registrano in genere, una consistente presenza spagnola. Circostanza, che consente infatti una maggiore competitivita sul piano prettamente economico, per un effettivo minor costo della manodopera e delle maestranze specializzate addette ai lavori.

4. Sviluppo e condotta dei lavori per la documentazione tecnica territoriale

I lavori per il rilevamento topocartografico di una predeterminata porzione di terreno, si sviluppano in generale per fasi operative distinte e successive, che prendono l'avvio con una preliminare ricognizione in loco, tesa a selezionare i particolari topografici da considerare al variare delle finalitł e della scala della rappresentazione cartografica richiesta.

II rilevamento di una porzione della superficie terrestre comporta infatti la necessitł di individuare e definire a priori l'insieme dei punti piŁ caratteristici del terreno interessato, per definire il modello sintetico virtuale piŁ affidabile che la deve biunivocamente sostituire nella sua rappresentazione grafica o numerica. Un modello che idealmente si concreta proprio durante questo preliminare approccio ricognitivo.

Nella corrente prassi operativa la formazione della cartografia tecnica numerica si sviluppa per fasi operative distinte e successive e i relativi elaborati prodotti sono controllati in corso d'opera.

Le caratteristiche tecniche della cartografia tecnica vettoriale e le relative precisioni metriche sono definite dalle Prescrizioni e specifiche tecniche riferite di volta in volta nei Capitolati di oneri.

I contenuti informativi sono determinati dalle risorse territoriali da censire, dalla finalizzazione del prodotto cartografico numerico e dalla scala prescelta per la rappresentazione dei dati geografici collazionati.

Definiti gli scopi e l'oggetto dei lavori di rilevamento topografico, le istruzioni tecniche elencano le diverse specie di operazioni che realizzano i prodotti richiesti, delimitando la reale estensione del territorio interessato.

Precisate le caratteristiche tecniche degli elaborati numerici e grafici da ottenere, esse definiscono poi le precisioni metriche da perseguire in merito alle modalitł di esecuzione ed alle relative fasi operative.

Argomenti di specifico interesse risultano infatti la copertura aerofotogrammetrica da realizzare; le reti di inquadramento, di raffittimento e di appoggio; la restituzione dei fotogrammi e memorizzazione dei dati; la ricognizione sul terreno ed integrazione della restituzione; le operazioni di "editing" e memorizzazione dei dati; il disegno automatico ed approntamento dei tipi; le modalitł per l'esecuzione delle operazioni di collaudo.

Di particolare interesse, per l'appalto dei lavori, sono poi le prescrizioni amministrative che definiscono i tempi di consegna; la proprietł del materiale prodotto; i criteri per l'aggiudicazione dei lavori appaltati; le penalitł e le modalitł di pagamento, insieme alla normativa che regola l'appalto.

Un insieme di istruzioni e prescrizioni descritte nello speciale capitolato di oneri, predisposto di volta in volta per gli specifici lavori da eseguire.

Come tutte le iniziative imprenditoriali anche quelle del rilevamento topocartografico rimangono soggette alle leggi del mercato. Leggi che, come noto, regolano i rapporti tra la domanda e l'offerta.

Questo non esclude naturalmente la possibilitł di effettuare delle valutazioni "a priori" delle incidenze di produzione, mediante l'analisi dei costi, al fine di correlare le relative entitł con i benefici attesi.

La determinazione dei prezzi ha come prima necessitł la definizione delle operazioni che concorrono alla realizzazione degli elaborati intermedi e finali, costituenti l'oggetto della fornitura desiderata.

Stabilite queste operazioni, si puś procedere quindi alla definizione dei prezzi unitari, che nel caso specifico vengono riferiti all'unitł di superficie rappresentata dall'ettaro (10.000 m2). Gli elementi di base per la definizione dei prezzi unitari sono essenzialmente costituiti dalle voci fondamentali: produzione oraria di ciascun addetto ai lavori; costo di un'ora lavorativa; ammortamento orario delle strumentazioni utilizzate; costo orario dei trasporti e delle trasferte; costo chilometrico e per ettaro delle riprese aerofotogrammetriche; imprevisti; spese generali ed utile di azienda.

La scelta dell'esecutore dei lavori di rilevamento topografico viene normalmente effettuata mediante i tre ricorrenti sistemi: la licitazione privata, \'appalto concorso e la trattativa privata.

Il problema che insorge, nell'aggiudicazione di questi lavori, Ć principalmente quello della definizione dei prezzi congrui da assumere a riferimento per il confronto delle relative offerte. Prezzi, conseguenti soprattutto alle condizioni momentanee del mercato, ma anche alla qualificazione produttiva e professionale delle diverse imprese concorrenti.

Manca purtroppo un censimento aggiornato delle imprese italiane operanti nel settore delle informazioni territoriali, dopo quello realizzato nel 1984 dal Centro Interregionale di coordinamento e documentazione per le informazioni territoriali, che indicava all'epoca gli addetti, le dotazioni strumentali e le produzioni. La situazione dovrebbe essere censita nuovamente, soprattutto a causa del processo evolutivo che interessato nel frattempo tutte il settore disciplinare delle informazioni territoriali, ed aperto peraltro il mercato anche alle imprese operanti nella UÚ. Un insieme di circostanze che pone la necessitł di un preventivo riordino per i riflessi che indirettamente induce sui diversi rapporti economici fra costo e benefici.

Motivi di sicurezza e di riservatezza avevano in passato sottoposto le imprese italiane operanti nel settore disciplinare delle informazioni territoriali, a preventive ispezioni e limitazioni da parte degli Organi cartografici militari dello Stato, in relazione all'attivitł da loro svolta, nonchÄ al divieto di procedere alla riproduzione e divulgazione degli elaborati prodotti senza il preliminare nulla osta da parte della competente Autoritł militare. Condizionamenti dell'imprenditoria privata che sono stati recentemente eliminati dal D.P.R. 29 settembre 200 n. 367 "Regolamento recante norme per la semplificazione dei procedimenti relativi a rilevamenti e riprese aeree sul territorio nazionale e sulle acque territoriali (n. 112-undecies dell'allegato 1 della Legge n. 59/1997 e successive modificazioni)".

I lavori per la formazione di documentazione cartografica tecnica numerica sono considerati, a temine di legge, come una prestazione di servizi e non come realizzazione di opere pubbliche*.

5. Attivitł culturale nel settore delle informazioni geodetiche e territoriali

II panorama delle associazioni culturali italiane, nel campo delle discipline dell'informazione territoriale ed ambientale, appare attualmente alquanto variegato e frazionato, nelle diverse aree di competenza e nelle finalitł preposte. E lamenta inoltre, pur nelle accentuate differenze, delle sovrapposizioni ed intersezioni disciplinari che sembrano voler testimoniare la generale incapacitł di considerare nella debita proporzione, gli elementi essenziali del graduale sviluppo scientifico e tecnologico che ne ha determinato a suo tempo l'originaria ragion d'essere, in relazione al coevo stato dell'arte.

Al fine di ridurre le diverse ridondanze ed intersezioni, nel perseguimento di finalitł affini e complementari, le quattro maggiori associazioni culturali italiane del settore si sono consorziate nel 1996 per dare avvio alla Federazione delle Associazioni Scientifiche per le Informazioni Territoriali e Ambientali (ASITA) che organizza e coordina appunto l'incontro annuale del volontariato culturale italiano operante in questo stesso ambito disciplinare.

Fra le associazioni consorziate, quella che assolve il ruolo di decano Ć soprattutto la Societł Italiana d Fotogrammetria e Topografia (SIFET), costituita in Roma nel 1950 con lo scopo di contribuire in Italia allo sviluppo degli studi e delle ricerche nel campo fotogrammetrico e topografico, di perfezionare le cultura professionale degli iscritti e di dare il proprio apporto all'affermazione italiana all'estero, nel quadro della collaborazione internazionale. Precisando che non persegue fini di lucro ed in quanto libera associazione non Ć vincolata ad interessi di pubbliche amministrazioni o di organismi privati, politici, sindacali, industriali e commerciali. La SIFET pubblica un proprio periodico denominato Bollettino SIFET ed Ć il referente nazionale della International Society for Photogrammetry and Remote Sensing (ISPRS).

Altra associazione del raggruppamento Ć [Associazione Italiana di Cartografia (AIO), costituita nel 1963 con lo scopo di contribuire al progresso della cartografia topografica e tematica senza preoccuparsi, se non in via subordinata, dei problemi connessi alla tecnica delle misurazioni e del rilievo. Interessano infatti in particolare a\\'AIC la rappresentazione grafica del contenuto, i procedimenti di disegno e di riproduzione di carte e di prodotti analoghi a due o tre dimensioni, la storia e la bibliografia cartografica. L'AIO pubblica un suo periodico denominato Bollettino dell'Associazione Italiana di Cartografia e rappresenta l'Italia in seno alla International Cartographic Association (ICA).

Una costituzione piŁ mediata, poichÄ originata dalla sofferta fusione di due diverse libere associazioni culturali italiane sorte pressochÄ contemporaneamente nel 1979 con interessi culturali completamente identici, presenta invece l'Associazione Italiana di Telerilevamento (AIT), negoziata appunto nel 1986 fra la Societł Italiana di Telerilevamento (SITE) con sede a Milano, [Associazione Italiana di Telerilevamento ed Analisi Ambientali (AITA) con sede presso l'Accademia dei Georgofili a Firenze. L'AIT ha come scopo primario lo sviluppo e la diffusione in Italia del Telerilevamento, inteso quale insieme di conoscenze delle discipline che lo compongono, con particolare riguardo all'analisi ambientale e territoriale. Essa pubblica un periodico denominato AIT informa - Rivista Italiana di Telerilevamento, e dal 1996 Ć stata riconosciuta Associate MemberdeWISPRS.

Un ruolo culturale piuttosto anomalo nel panorama del libero associazionismo italiano sembra invece assolvere la Sezione Italiana dell'lnternational European Division of Automated Mapping - Facilities Management - Geographic Information Systems (AM-FM-GIS) federata alla ASITA. Un raggruppamento culturale ispirato dall'estero, espressione di una varietł di interessi consorziati, che agisce nell'area italiana a partire dal 1989 organizzando soprattutto Conferenze/Esposizioni sulle tematiche di specifica competenza. Manifestazioni, orientate prevalentemente verso la promozione di interventi informatici ed operativi nell'ambito delle pubbliche amministrazioni e delle grandi imprese nazionali di programmazione e pianificazione. Il campo disciplinare dell'AM-FM-GIS risulta nel suo complesso alquanto disomogeneo e molto ampio, ma anche sovrapposto con le finalitł ed attivitł istituzionali delle predette libere associazioni culturali italiane del rilevamento fotogrammetrico e topografico, del telerilevamento e della rappresentazione territoriale. La sezione italiana AM-FM-GIS funge da rappresentante dell'Italia nell'European Umbrella for Geographical Information (EUROGI).

Emarginate dalla federazione predetta, seppur culturalmente alquanto correlate nelle rispettive finalizzazioni, rimangono le altre libere associazioni culturali italiane, operanti sempre nello stesso settore disciplinare dell'informazione territoriale. Un insieme di associazioni molto attive ed impegnate sia sul piano prettamente culturale che su quello specificamente operativo.

Fra queste si ricorda in particolare, il Comitato Italiano dell'lnternational Council on Monuments and Sites (ICOMOS) costituito nel 1965, che si propone di promuovere studi e iniziative per la conservazione e la valorizzazione di monumenti e di complessi ambientali, intendendosi come tali rispettivamente gli immobili, o le parti di essi che rivestono interesse sotto il profilo artistico, archeologico, storico e sociologico, ed i complessi di immobili che compongono un ambiente avente valore estetico naturalistico e/o tradizionale. L'associazione ICOMOS Ć completamente priva di lucro.

Non marginale risulta poi il contributo culturale allo sviluppo del settore da parte dell' Unione Italiana per il Disegno (UID) che accoglie i docenti universitari italiani delle discipline della rappresentazione che, promuovendone il relativo sviluppo scientifico, presenta un interesse culturale esteso anche al campo dei rilevamenti topografici e fotogrammetrici, oltrechÄ a quello proprio del disegno automatico e della computer vision; e dellŇAssociazione Universitaria di Topografia e Cartografia (AUTEC) che raccoglie invece i docenti universitari italiani delle discipline geotopocartografiche, nell'intento di promuoverne il pertinente sviluppo scientifico e di coordinare altresô le diverse iniziative accademiche volte a migliorare la didattica nel proprio settore disciplinare.

Sempre pertinenti allo stesso settore dell'informazione territoriale, ma orientate anche verso problematiche sindacali di categoria, risultano infine le seguenti altre associazioni.

Fra queste, l'Associazione Italiana Topografi (ASIT), avente gli scopi dichiarati di valorizzare il lavoro topografico specializzato, di incrementare la cultura e la reciproca collaborazione degli associati, nonchÄ di tutelare gli interessi di questi nelle forme piŁ opportune nei loro rapporti presso Enti pubblici e privati, che pubblica un proprio periodico denominato Bollettino dell'ASIT.

Finalitł analoghe inspirano infatti l'Associazione Nazionale Imprese Aerofotogrammetriche (ANIAF), un'associazione di categoria fondata nel 1969 ed aderente alla Confindustria, essenzialmente volta a rappresentare le diverse imprese specializzate di topografia, fotogrammetria aerea e terrestre, telerilevamento, informatica applicata alla cartografia, formazione e gestione di sistemi informativi. Nel 1981 \'ANIAF ha sottoscritto un "Contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti delle Aziende Aerofotogrammetriche" con le organizzazioni sindacali FILPC-CGIL, FEDER LIBRO-CISL e FILAGC-UIL.

Finalitł e medesimi interessi presenta infine la nuova associazione di categoria Unione Imprese di Geomatica (UNIGEO), costituita nel 2004 a Milano e formata da imprenditori impegnati sempre in fotogrammetria, topografia, telerilevamento, geomatica, cartografia tecnica e tematica, e sistemi informativi territoriali. Imprenditori ed operatori in dissidio, generalmente, con l'attuale gestione dellŇANIAF.

Un variegato insieme di associazioni culturali e di categoria dunque, che seppur differenziato nelle singole finalitł istituzionali, agisce pur sempre nel medesimo settore della documentazione e della rappresentazione territoriale, e che per questo essenziale motivo appare quindi legittimamente coinvolto anche nel piŁ razionale coordinamento degli sforzi organizzativi, necessari per far progredire lo scambio e la diffusione delle conoscenze acquisite nello stesso settore disciplinare, proprio in vista di una sua piŁ organica riforma.

6. / problemi della formazione professionale nel settore geodetico e geomatico

Come piŁ volte evidenziato, l'istruzione universitaria dei tecnici specializzati in questo specifico settore culturale e professionale, Ć risultata sempre molto carente nel nostro Paese, contrariamente a quanto Ć avvenuto ed avviene negli altri Paesi dell'I).E.

Una realtł italiana, che ha finito sempre per impedire di formare a livello universitario di figure tecnico-professionali equivalenti a quelle del GeomĆtre expert operante in Francia, del Chartered Surveyor e del Land and Hydrographic Surveyor operanti nell'U.K., degli Ingenieros Tecnicos en Topografia operanti in Spagna, del Vermessuningenier operante in Germania, e degli altri Surveying Technicians operanti nei diversi altri Paesi europei. Tecnici aventi tutti una preparazione accademica triennale, corrispondente appunto ad un primo "degree" universitario, come puś essere agevolmente verificato consultando la relativa letteratura didattica internazionale.

Per sopperire a queste gravi carenze formative, le diverse Amministrazioni pubbliche e private sono state costrette a formare e qualificare le loro nuove leve di tecnici specializzati all'estero, nelle sedi universitarie europee piŁ avanzate e piŁ prestigiose di Enschende, Tolosa, Parigi, Stuttgart, Zagabria e ZŁrich. Una scelta suggerita sia dalla necessitł di adeguare i propri standards operativi a quelli internazionali piŁ evoluti, che dalla consolidata assenza di strutture ed esperienze universitarie italiane identicamente idonee e mirate.

Una istruzione superiore che non puś essere infatti perseguita mediante episodici ed ibridi tentativi di sperimentazione didattica, avviati da tempo in molte sedi universitarie italiane, senza alcuna appropriata finalizzazione dei relativi "curricula studiorum", privilegiando con questo un indirizzo di "orientamento" piuttosto che un ruolo teso in itinere al "saper fare" o al "saper essere". Ruolo che consentirebbe di pervenire ad una formazione professionale delle nuove reclute, simile a quella assicurata alle analoghe figure professionali operanti in campo internazionale. Figure ormai da tempo orientate verso una nuova e piŁ appropriata qualificazione professionale definita dalla qualifica di "Ingegnere geomatico".

Una formazione culturale e professionale da equiparare dunque con quelle fornite nelle varie altre sedi universitarie della U.E., molto piŁ sensibili a piŁ avanzate in questo stesso settore disciplinare, senza dover costringere i nostri studenti a recarsi all'estero per conseguirla, come se il nostro Paese risultasse proprio in questo stesso settore appena emergente.

7. // coordinamento nel settore delle informazioni geodetiche e territoriali

II coordinamento della ricerca scientifica applicata nei settore dei rilevamenti geodetici e territoriali Ć stato curato fino dal compimento dell'unitł nazionale dalla Commissione Geodetica Italiana.

Questa commissione, attiva a partire dal 3 giugno 1865 e composta da esperti e studiosi delle discipline geodetiche, topografiche e cartografiche, ha svolto infatti per oltre un secolo un importante ruolo nella realizzazione dei lavori geodetici e topografici, geofisici e cartografici nazionali, sia nella loro progettazione che nella loro direzione scientifica e tecnica, contribuendo alla promozione della ricerca scientifica nello stesso settore disciplinare ed allo scambio e trasferimento delle relative cognizioni scientifiche e tecniche a livello nazionale ed internazionale.

La Commissione Geodetica Italiana, eretta in ente morale con R.D. 16 giugno 1927 n. 1333, e modificato il suo statuto con R.D. 8 luglio 1938 n. 1340, ha poi adeguato le sue funzioni, nell'immediato dopoguerra, alle nuove necessitł contingenti attraverso il D.C.P.S. 22 giugno 1947 n. 760.

Come noto, la Legge 2 febbraio 1960, n. 68 ha riconosciuto organi cartografici dello Stato: l'Istituto Geografico Militare, l'Istituto Idrografico della Marina, la Sezione fotocartografica dello Stato Maggiore Aeronautica, \'Amministrazione del Catasto e dei Servizi Tecnici Erariali, e il Servizio Geologico d'Italia, ed associato infine la Commissione Geodetica Italiana, quale strumento di coordinamento generale a livello tecnico e scientifico.

Avvertendo la necessitł di una cartografia tecnica a grande scala del territorio nazionale, come base di riferimento cartografico per la conoscenza del territorio e delle sue risorse naturali, e per la progettazione ed esecuzione dei relativi interventi di sistemazione e sviluppo, la Commissione Geodetica Italiana, per contribuire alla maturazione delle relative problematiche, costituite dalla definizione delle scale da prediligere, individuate poi in quelle di 1:5.000 e 1:10.000, e dalla definizione delle basi geometriche di questa nuova cartografôa, ha avviato a suo tempo la messa a punto delle linee di indirizzo relative alla formazione della Cartografia Tecnica Regionale, pubblicando nell'anno 1973 le "Norme proposte perla formazione di Carte tecniche alle scale 1:5.000 e 1:10.000", alle quali ha poi fatto seguito la "Guida perle scelte tecniche ed economiche", relativa alla formazione di cartografie generali a piŁ grande scala (1:2.000, 1:1.000), redatta nel contempo.   Documenti programmatici questi, rivelatisi essenziali per la pianificazione e gestione degli interventi territoriali regionali, col trasferimento alle Regioni italiane a statuto ordinario delle funzioni svolte dagli Organi centrali e periferici dello Stato in materia territoriale, operato come noto dal D.P.R. 15 gennaio 1972 N. 8.

Ritenendo tale ente pubblico non necessario ai fini indicati dall'articolo 3 della Legge 20 marzo 1975 n. 70, la Commissione Geodetica Italiana Ć stata infine soppressa con D.P.R. 4 luglio 1977 n. 429, devolvendo le sue funzioni ed il suo patrimonio al Ministero della Pubblica Istruzione.

Con la soppressione della Commissione Geodetica Italiana e la completa assenza della supplenza attribuita dal precitato D.P.R. al Ministero della Pubblica Istruzione, il coordinamento tecnico e scientifico del settore Ć venuto completamente a mancare. Cosô come sono venute a mancare le relazioni ed i collegamenti geodetici internazionali che la stessa Commissione Geodetica Italiana manteneva fino dalla sua costituzione, attraverso la International Association of Geodesy (IAG) e la International Union of Geodesy and Geophysics (IUGG).

Nelle more di un provvedimento legislativo suscettibile di realizzare un completo riordinamento dell'intero settore pubblico e privato delle informazioni territoriale, Ć stato dato quindi avvio da parte delle Amministrazioni pubbliche regionali presenti alla Conferenza Nazionale sulla Cartografia, tenuta a Firenze nei giorni 9-11 aprile 1979, il Centro Interregionale di Coordinamento e Documentazione per le Informazioni Territoriali, al fine di stabilire una reciproca cooperazione nella soluzione dei problemi di comune interesse, riguardanti le modalitł di raccolta e restituzione dei dati territoriali necessari per l'assolvimento delle loro funzioni di governo del territorio.

Rimanendo il settore disciplinare sempre privo di un adeguato coordinamento generale, in prosieguo di tempo sono stati avviati vari tentativi per costituire delle intese, che sono perś tutti abortiti per la mancanza di un impegno legislativo in merito. Di notevole interesse si Ć tuttavia dimostrata l'lntesaGis, ovvero lntesa Stato Regioni ed Enti Locali

8.Attivitł svolta dall'Intesa Stato Regioni ed Enti locali

Promosso dall'Intesa Stato Regioni Enti locali per la realizzazione dei Sistemi Informativi Geografici, in collaborazione con la Regione del Veneto ed il Centro Interregionale, ha avuto luogo a Venezia, nei giorni 29 e 30 giugno 2004, un convegno nazionale per la presentazione e discussione dei risultati conseguiti dal Comitato Tecnico di Coordinamento in relazione alle Specifiche per i database topografici.

Un progetto definito fino dal 1996 attraverso un protocollo d'intesa tra il Ministero delle Finanze, l'AIPA, il Ministero dell'Ambiente e le Regioni Veneto e Basilicata quali capofila del progetto medesimo, per il completamento della rete unitaria di inquadramento plano-altimetrico del territorio nazionale e per la realizzazione dei Database topografici di interesse generale, fatto oggetto in prosieguo di tempo, nel successivo anno 2000, di un ulteriore accordo integrativo per l'estensione dell'intesa al Sistema cartografico di riferimento nazionale e l'accelerazione delle relative procedure di attuazione. Iniziativa indicata spesso Intesa Gis, e resasi soprattutto necessaria per l'insorgere di disordinate sovrapposizioni in relazione all'acquisizione e al trattamento delle informazioni geografiche territoriali, e per la persistenze mancanza di una Autoritł scientifica e tecnico-operativa, qualificata e disponibile nel medesimo settore disciplinare, rappresentata a suo tempo come gił notato dalla Commissione Geodetica Italiana, soppressa nel 1977 perchÄ ritenuta all'epoca un Ente inutile, divenuto purtroppo in prosieguo di tempo necessario.

Questo convegno di Venezia ha fornito uno stato di avanzamento dei lavori avviati per la definizione delle specifiche tecniche cercate, che ha consentito perś di verificare come il Comitato Tecnico di Coordinamento ed i Gruppi di lavoro interessati siano ancora lontani dagli obiettivi dell'accordo del 1996 e della loro integrazione dell'anno 2000.

Le relazioni introduttive e la presentazione delle specifiche hanno evidenziato infatti un approccio al problema ancora alquanto incerto e tuttora in corso di precisazione. E questo, per esser venute meno una preliminare messa a punto dello stato dell'arte delle problematiche interessate, ed una piŁ attenta analisi comparativa dei differenti criteri regionali di selezione delle informazioni territoriali. Un complesso di deficienze, che non ha poi consentito di focalizzare le modalitł operative e gli obiettivi da perseguire nella redazione delle stesse specifiche, anche se ne Ć emersa una valenza duplice dell'evento medesimo: quella di presentare sô i risultati di un comune lavoro di progettazione tra Stato, Regioni ed Enti locali, ma anche quella di prefigurare l'avvio di un nuovo percorso finalizzato alla realizzazione di una vera e propria infrastruttura dei dati territoriali, a supporto dello sviluppo dei diversi Sistemi Informativi Geografici in corso di formazione in Italia.

Un obiettivo questo, che dovrebbe coinvolgere anche il Ministero dell'Innovazione e delle Tecnologie, attraverso il Centro Nazionale per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione (CNIPA), congiuntamente al Ministero dell'Ambiente. Un progetto che presenta dunque molte analogie con quello dell'iniziativa SIGMA TER avviata mediante un protocollo di intesa tra le Amministrazioni pubbliche della Regione Emilia-Romagna e della Regione Toscana, col concorso e la collaborazione di altre Amministrazioni pubbliche regionali, provinciali e locali.

9. Prospettive e finalitł del Progetto SIGMA TER

II progetto per i Servizi Integrati catastali e Geografici per il Monitoraggio Amministrativo del TERritorio, individuato con l'acronimo Progetto SIGMA TER, Ć stato approvato dal Dipartimento per l'Innovazione e le Tecnologie nell'ambito dell'attuazione del Piano di azione di e-government nazionale, e nasce all'interno di un contesto caratterizzato dal Piano di Decentramento dei Catasto ai Comuni, in esecuzione alla Legge 15 marzo1997 n. 59, cosô come definito dal D.L. 31 marzo 1998 n. 112. Il DPCM 19 dicembre 2000 (GU n. 48 del 27.02.2001) aveva fissato nel termine di tre anni dalla pubblicazione il termine per le procedure di trasferimento, e cioĆ al 26 febbraio 2004.

Questo progetto ha lo scopo dichiarato di facilitare il processo di decentramento catastale e per migliorare la capacitł di pianificazione e gestione amministrativa e fiscale del territorio e della qualitł dei servizi per cittadini, professionisti ed imprese, che necessitano di integrare le informazioni catastali a livello Agenzia del Territorio con quelle territoriali a livello Regioni ed Enti locali.

Le Regioni e le Amministrazioni locali, nell'ambito dei rispettivi compiti utilizzano infatti il dato catastale e nel contempo sono in grado di individuare e correggere gli errori presenti nelle informazioni catastali. Manca tuttavia un canale informatico stabile che consenta alle Amministrazioni locali di ottenere i dati catastali aggiornati, migliorarne la qualitł ed integrarli con le informazioni di natura territoriale di propria competenza per erogare servizi ai cittadini, imprese e professionisti.

Il progetto SIGMA TER si pone appunto fra l'altro due obiettivi principali:

- realizzare una infrastruttura per l'interscambio di informazioni catastali e territoriali fra l'Agenzia del Territorio e le Regioni e fra queste e gli Enti locali;

- sviluppare un insieme di servizi basati sull'informazione catastale e territoriale da fornire a cittadini, imprese e professionisti.

Il progetto ha un budget di 21,5 milioni di Euro ed Ć stato cofinanziato dal Dipartimento per l'Innovazione e le Tecnologie per un importo di 3,8 milioni di Euro nell'ambito del Piano di Azione di E-Government.

Il progetto SIGMA TER Ć coordinato dalla Regione Emilia-Romagna e coinvolge l'Agenzia del Territorio, la Regione Abruzzo, la Regione Toscana, la Regione Liguria, la Regione Valle d'Aosta; le Province di Bologna, Genova, Parma, Piacenza e Pisa; le Comunitł montane della Alta Val Polcevera e della Garfagnana; i Comuni di Bologna, Cesena, Collesalvetti, Faenza, Ferrara, Genova, La Spezia, Livorno, Lugo, Modena, Reggio Emilia, Rimini ed altri.

10. Osservazioni e commenti sui problemi attualmente emergenti

Nonostante le varie iniziative nazionali ed interregionali il settore delle discipline in oggetto presenta attualmente varie emergenze che non possono restare disattese. Fra le prioritł da considerare si segnalano di seguito le principali.

a.   Coordinamento per l'acquisizione e l'interscambio dei dati di interesse comune

Tutte le iniziative intraprese finora per la formazione di specifiche tecniche relative alla progettazione e formazione di Database topografici di interesse generale ed alla messa a punto di un nuovo Sistema cartografico di riferimento nazionale hanno avuto purtroppo per primi attori soltanto degli esperti informatici, dando per scontata la loro corretta conoscenza dei problemi geodetici, topografici e cartografici.

Un errore di base che ha infatti compromesso fino dall'origine l'impostazione dei lavori che richiedeva appunto non il contributo di "orecchianti", o di "dilettanti", nelle discipline geodetiche, geomatiche e cartografiche, ma bensô l'assistenza di "cultori ed esperti" nelle stesse discipline scientifiche, senza peraltro trascurare l'apporto specifico richiesto in tal caso all'informatica territoriale.

Circostanza, che richiamerebbe infatti un contributo multidisciplinare finora trascurato con grande faciloneria da parte dell'attuale dirigenza pubblica, ma che in passato veniva appunto assicurato dalla variegata composizione della Commissione Geodetica Italiana, che anche attraverso le sue diverse Sottocommissioni tecnico-scientifiche di studio era di mobilitare il contributo e l'assistenza di esperti ad hoc in relazione alle problematiche di volta in volta da risolvere.

Motivo per cui appare auspicabile, per eliminare disordinate sovrapposizioni e deprecabili lacune, ricostituire una Autoritł scientifica tecnico-operativa, analoga nelle funzioni e quelle del soppresso ente pubblico Commissione Geodetica Italiana, strutturata con criteri multidisciplinari e capace di affrontare tutte le diverse emergenze presenti e future del settore delle informazioni geodetiche e territoriali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

b.  Catasto ai Comuni

Come noto, il DPCM 19 dicembre 2000 (GU n. 48 del 27.02.2001) aveva fissato nel termine di tre anni dalla pubblicazione il termine per le procedure di trasferimento, e cioĆ al 26 febbraio 2004. PoichÄ questo termine Ć stato eluso e la soluzione del problema rimane ancora in alto mare, il termine medesimo Ć stato ulteriormente prorogato di due anni.

Per contribuire alla soluzione del problema, sono state tentate varie iniziative che si pongono, fra l'altro, anche lo scopo di "correggere gli errori presenti nelle informazioni catasta/re di far "ottenere i dati catastali aggiornati, migliorarne la qualitł ed integrarli con le informazioni di natura territoriale". Proponimenti privi di senso, poichÄ espressi senza avere alcuna nozione sulla reale situazione della documentazione catastale in Italia!

E' evidente che il Progetto SIGMA TER intende recuperare prima di tutto un ruolo alle Regioni, finora trascurato dalla legge, nell'operazione Catasto ai Comuni, ed avviare inoltre le procedure di trasferimento del Catasto ai Comuni verso la formazione di Servizi esterni autonomi dalla Pubblica amministrazione, suscettibili di gestire l'interscambio dei diversi dati per controllare infine tutto il settore delle informazioni catastali e territoriali. E questo, per l'implicito potere discrezionale e decisionale che ne deriverebbe dalla conoscenza della realtł catastale e territoriale.

Un'operazione, comunque piena di incognite e di sorprese e che potrł condurre a conti fatti, nonostante tanto fervore di iniziative paracatastali, a ritornare sempre al punto di partenza.

Soprattutto perchÄ, in generale, sembra sempre sfuggire l'assunto del vigente R.D. 8 Ottobre 1931 n. 1572 "Approvazione del testo unico delle leggi sul nuovo catasto", che implicitamente nega, come noto, un valore probatorio alla medesima documentazione catastale ufficiale, recitando all'articolo 10 (Articolo 8 della Legge 1 Marzo 1886, n. 3682, serie 3) testualmente: "Con altra legge saranno determinati gli effetti giuridici del catasto e le riforme che occorressero a tal fine nella legislazione civile".

Una legge, quella preconizzata, ancora tutta da concepire e da promulgare in Italia, ma che giocoforza dovrł necessariamente promuovere un completo rifacimento ex-novo dello stesso catasto e dichiarare altresô contestualmente prescritto l'attuale oggetto del contendere.

I

Motivo per cui, potrł risultare in seguito del tutto problematico, una volta ottenuta la piena disponibilitł del tanto sospirato catasto, farne poi regolare ricorso per imporre le correlabili imposte municipali, senza prevenire il rischio di possibili contenziosi, in relazione all'opinabile valenza probatoria specifica della fonte catastale utilizzata.

Il problema che soprattutto si porrebbe sarebbe infatti quello di emanare una legge per la completa riforma del Catasto italiano al fine di trasformarlo in documentazione probatoria a tutti gli effetti giuridici civili.

e.   Sviluppi possibili dell'Intesa Gis

La situazione illustrata a Venezia Ć ormai in completo stato di stallo. Per quanto risulterebbe, dovrebbe aver imminente inizio la fase di sperimentazione delle proposte Specifiche per i database topografici, ma il Gruppo di lavoro a suo tempo interessato alla loro redazione non sembra dar piŁ ormai segni di attivitł concreta.

Sono infatti finite le risorse economiche e l'interesse dei soliti esperti informatici si Ć naturalmente concentrato soprattutto sui problemi ove sussistono possibilitł di nuovi finanziamenti concreti da gestire, come appunto risulta nel caso del Progetto SIGMA TER.

d.   Gens/mento del patrimonio culturale

La salvaguardia Ć prima di tutto un problema di conoscenza. Ed Ć proprio ai fini della conoscenza attraverso la costituzione e la gestione di un catalogo nazionale dei beni culturali di interesse archeologico, architettonico, storico-artistico, demoetnoantropologico nella loro integrazione e contestualizzazione territoriale che opera l'Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD) costituito dal Ministero per i Beni e le Attivitł culturali. Un ente pubblico che presenta quindi finalitł ed interessi culturali connessi col settore delle informazioni territoriali, per cui sarebbe consigliabile stabilire degli opportuni collegamenti di coordinamento.

e.   Formazione tecnico professionale per il "turn over" degli operatori

La mancanza di un titolo professionale universitario abilitante all'esercizio delle attivitł geodetiche e topocartografiche, legalmente riconosciuto, ha prodotto nel nostro Paese una

 

 

 

 

situazione pressochÄ paradossale che, da una parte, mette in evidenza una vera e propria decadenza della didattica e della ricerca scientifica teorica ed applicata nello stesso settore disciplinare, mentre dall'altra, pone in risalto la necessitł di rimediarvi in maniera autonoma e fortunosa con episodici corsi di formazione professionale, nell'ambito delle stesse competenze istituzionali e produttive dei diversi enti pubblici e privati. Corsi discontinui e mutevoli nei contenuti, che non possono soddisfare appieno le esigenze degli stessi enti poichÄ il problema prioritario rimane sempre quello della formazione a monte del personale docente, e che tolgono poi sempre, in ultima analisi, preziose risorse economiche e di tempo all'assolvimento delle rispettive attribuzioni funzionali.

E' evidente che, a fronte di una cronica distrazione e sorditł in materia, da parte del Ministero della Pubblica Istruzione e dell'autonomia delle Universitł italiane, la soluzione piŁ logica e piŁ immediata del problema, potrebbe essere trovata soltanto attraverso l'istituzione di una autonoma "Scuola Superiore di Studi geodetici e geomatici", idonea a sviluppare corsi di livello universitario, parificati a tutti gli effetti di legge, capaci di garantire una continuitł didattica al conseguimento del diploma di laurea in Scienze geodetiche e geomatiche, teso ad introdurre anche in Italia la qualifica professionale propria dell' Ingegnere geomatico.

Una qualificazione professionale suscettibile di aumentare il livello qualitativo della documentazione informativa territoriale perseguita, ma anche di promuovere maggiore competitivitł sul mercato internazionale da parte degli operatori italiani, operanti sempre nello stesso settore disciplinare.

f.   Albo nazionale dei collaudatori dei lavori

Un problema piŁ volte segnalato dall'Imprenditoria dello stesso settore disciplinare, e nonostante varie promesse rimasto sempre da risolvere permane comunque quello della costituzione di un albo nazionale dei collaudatori dei lavori, ove possano essere iscritti periti ed esperti abilitati alla direzione ed al collaudo in corso d'opera dei lavori relativi alla formazione ed aggiornamento delle informazioni geodetiche e della documentazione geomatica territoriale.

Un albo che impedisca l'improvvisazione di tanti esperti di comodo da parte della Committenza pubblica e privata e da parte dell'Imprenditoria interessata, ma che consenta soprattutto di garantire i corretti e regolari controlli di qualitł per la esecuzione a regola d'arte dei servizi richiesti o dei prodotti finiti di volta in volta forniti, orientati ai fini di un interscambio dei dati informativi tra le diverse utenze pubbliche e private.

11. Proposte perii coordinamento e riordino delle attivitł a livello nazionale

Negli interventi di riordino e di coordinamento dell'importante settore delle informazioni territoriali sarebbero da stabilire delle prioritł, in maniera da dare il necessario respiro alla meditazione e messa a punto dei provvedimenti legislativi indispensabili.

Per quanto Ć stato rappresentato sopra le prioritł da considerare potrebbero essere nell'ordine quelle che seguono:

a.   Costituzione di una Commissione di coordinamento e di una Autoritł garante

Ai fini di un coordinamento delle diverse attivitł a livello nazionale, assoggettate ormai alla indisciplinata discrezione delle diverse Amministrazioni pubbliche regionali e locali che impedisce una loro necessaria standardizzazione suscettibile di garantire l'interscambio dei dati acquisiti, e soprattutto dell'assolvimento delle funzioni delegate con DPR 4 luglio 1977 n. 429 al Ministero della Pubblica Istruzione, finora completamente neglette, sarebbe indispensabile ed urgente ripristinare appunto il soppresso ente pubblico Commissione Geodetica Italiana.

Compito essenziale della Commissione Geodetica Italiana dovrebbe essere quello di fornire consulenza tecnica e scientifica, al fine di promuovere gli interventi di interesse nazionale per l'acquisizione di database per informazioni geodetiche, geografiche e catastali, e di dati spaziali territoriali di interesse generale; definirne le specifiche tecniche per la loro regolare formazione in relazione all'interscambio fra le diverse utenze pubbliche e private interessate; nonchÄ di sovrintendere ai lavori di formazione per assicurarne la relativa qualitł e affidabilitł. Alla commissione dovrebbe essere devoluto altresô l'incarico del coordinamento dei dati di non completa coincidenza forniti dai diversi organi e servizi nazionali, di omologare nuove tecnologie e metodologie operative in relazione all'interscambio dei dati di interesse generale, e suggerire gli indirizzi scientifici da prediligere per la formazione tecnico-professionale degli operatori del settore delle informazioni geodetiche e territoriali. Questa nuova C.G.I. dovrebbe sovrintendere infine alla partecipazione italiana nelle attivitł scientifiche internazionali relative alla Geodesia ed alla Geomatica, lasciata da tempo alla completa deriva od all'iniziativa privata di persone scientificamente poco qualificate.

La nuova Commissione Geodetica Italiana dovrebbe essere composta da membri ordinari individuati dai responsabili, o loro delegati, degli Organi cartografici dello Stato di cui all'articolo 1 della Legge 2 febbraio 1960 n. 68 (l'Istituto Geografico Militare, l'Istituto Idrografico della Marina, la Sezione fotocartografica dello Stato Maggiore Aeronautica - G.I.G.A., l'Amministrazione del Catasto e dei Servizi Tecnici Erariali - Agenzia del Territorio, e il Servizio Geologico d'Italia), dell'Istituto Nazionale di Geofisica, dell'Istituto Nazionale di Statistica, dei Servizi tecnici statali del Ministeri dell'Interno, dell'Ambiente e protezione civile, delle Infrastrutture e Lavori pubblici, delle Politiche agrarie, dell'istituto centrale per il catalogo e la documentazione del Ministero per i Beni e le Attivitł culturali, del Centro Interregionale di Coordinamento e Documentazione per le Informazioni Territoriali, da 4-5 Docenti universitari di Geodesia e discipline affini, nonchÄ da 2-3 Cultori di chiara fama nelle discipline afferenti al settore della documentazione territoriale.

Per il suo funzionamento, la nuova Commissione Geodetica Italiana dovrebbe avvalersi di Sottocommissioni di Studio aperte anche ad esperti esterni. Il Regolamento della C.G.I. dovrebbe essere approvato dal Ministro della Pubblica Istruzione, che dovrebbe inoltre nominare il presidente ed i membri della commissione medesima.

Il presidente della nuova commissione potrebbe infine fungere da Autoritł garante per le informazioni geodetiche, geografiche, catastali e territoriali di interesse generale comune.

b.  Regolamentazione e coordinamento dell'acquisizione dei dati spaziali

I sistemi informativi territoriali stanno ormai divenendo uno strumento indispensabile per l'utilizzazione delle differenti informazioni geografiche spaziali, ai fini tecnologici ed amministrativi. Il problema di base, nella formazione di questi sistemi informativi, rimane comunque sempre la provvista dei dati primari ed il loro trasferimento ai vari livelli amministrativi, dal locale al regionale, dal regionale allo statale, e viceversa.

Per risolvere il problema del piŁ corretto trasferimento dei dati, sono state avviate in vari Paesi iniziative tese a sviluppare una standardizzazione capace di assicurare nell'ordine: la normalizzazione dei dati, l'armonizzazione e l'unificazione dei processi di scambio, meglio definita nel su o insieme Geographic Uniform Transfer Standard GUTS.

In Italia, l'Istituto Geografico Militare rende disponibili i propri dati geografici numerici nel formato DIGEST (Digital Geographic Information Exchange Standard) diffuso nell'ambito della NATO e proposto all'/SO (International Standard Organization).

Con circolare del Ministero della Funzione Pubblica del 26.06.1992 n.90507/18.10.3 Ć stata raccomandata nella Pubblica Amministrazione la codifica FACC (Feature and Attribute Coding Catalog) del DIGEST (Supplemento ordinario n. 92 alla G.U. n. 159 del 8.07.1992), mentre con comunicato successivo Ć stato poi raccomandato il sistema di codifica dei particolari cartografici strutturato in forma gerarchica e suddiviso in livelli (G.U. n. 178 del 30.07.1992).

Un atto di fondamentale interesse per l'avvio di questi sistemi informativi e per il coordinamento delle sinergie interessate alla loro costituzione e gestione, in vista di un progresso generale delle conoscenze tecnologiche e territoriali per il miglioramento delle condizioni di vita e della convivenza sociale, rimasto perś finora privo di seguito a causa soprattutto dell'autonomia discrezionale delle diverse Amministrazioni pubbliche regionali e locali e di una Autoritł garante preposta alla affidabilitł dei dati geografici spaziali di interesse generale comune.

Un coordinamento che si rende indispensabile soprattutto per l'opportunitł di organizzare il concorso delle diverse sinergie e l'economia delle risorse necessarie sia per l'acquisizione e l'interscambio dei diversi dati territoriali, che per il loro sistematico aggiornamento qualitativo ed informativo. Operazione che non riguarda soltanto gli informatici dunque, ma che coinvolge prima di tutto i geodeti, gli esperti di geomatica e di tutte le altre diverse discipline del settore delle informazioni territoriali.

e.   Scuola Superiore di Geodesia e Geomatica

I vari disegni di legge che si sono susseguiti nelle passate legislature, per il coordinamento del settore delle informazioni geodetiche e dei sistemi informativi territoriali, avente soprattutto per oggetto la ristrutturazione civile degli Organi cartografici dello Stato, hanno sempre evidenziato la necessitł di operatori tecnici qualificati per lo sviluppo degli adempimenti prospettati nei relativi progetti di riforma organica dell'intero settore disciplinare, ma non hanno mai specificato come essi debbano essere formati.

E' evidente che un problema, come quello della formazione degli addetti ai lavori in un settore cosô essenziale per lo sviluppo sociale ed economico del Paese, non puś essere lasciato al caso ed all'improvvisazione, poichÄ esso richiede soprattutto la disponibilitł di risorse scientifiche e tecnico-culturali difficilmente reperibili, sia nella Scuola dell'istruzione secondaria che nelle Universitł italiane, che non possono disporre delle necessaria esperienza specifica.

Motivo per cui si pone la necessitł di un approfondimento della preparazione tecnico-culturale dei possibili docenti attraverso l'istituzione di una Scuola Superiore Nazionale di Geodesia e Geomatica che, sull'esempio della Ecole Nazionale des Sciences Geographiques francese, possa consentire di sviluppare una politica culturale nel settore specifico dell'acquisizione e del trattamento delle diverse informazioni geodetiche e territoriali, destinata a integrare i quadri tecnici superiori dello Stato e dei Servizi tecnici delle Amministrazioni pubbliche, centrali e periferiche, nonchÄ dell'Imprenditoria privata e della libera professione, nello stesso settore disciplinare. Da non trascurare appare comunque il contributo che puś essere offerto dalla teledidattica per l'aggiornamento e l'educazione permanente in questo medesimo settore disciplinare, assicurato ormai da tempo con successo dal Consorzio NETTUNO (Network per l'Universitł Ovunque) nella formazione universitaria di altri specialisti.