PARTE PRIMA

LA CHIESA COME CASA
DEL POPOLO CELEBRANTE

A) Significato liturgico della chiesa

1. Spazio architettonico e celebrazione cristiana

Il luogo nel quale si riunisce la comunità cristiana per ascoltare la Parola di Dio, per innalzare a Lui preghiere di intercessione e di lode e soprattutto per celebrare i santi misteri, è immagine speciale della Chiesa, tempio di Dio, edificato con pietre vive. Così l'edificio di culto cristiano corrisponde alla comprensione che la Chiesa, popolo di Dio, ha di se stessa nel tempo: le sue forme concrete, nel variare delle epoche, sono immagine relativa di questa autocomprensione. Pertanto, la progettazione e la costruzione di una nuova chiesa richiedono, innanzitutto, che la comunità locale si sforzi di attuare il progetto ecclesiologico-liturgico scaturito dal Concilio Vaticano II che, in sintesi, esprime due convinzioni: - la Chiesa è mistero di comunione e popolo di Dio pellegrinante verso la Gerusalemme celeste (cf SC 6.10; LG 4.9.13; GS 40.43); - la liturgia è azione salvifica di GesŁ Cristo, celebrata nello Spirito, dall'assemblea ecclesiale, ministerialmente strutturata, attraverso l'efficacia di segni sensibili (cf SC 7.14; DV21).

2. La chiesa come edificio, immagine della Chiesa, popolo di Dio

La realtà della Chiesa nella sua profondità misterico-sacramentale si esprime nell'immagine storico-salvifica del "popolo di Dio", e si manifesta in modo speciale nell'assemblea liturgica, soggetto della celebrazione cristiana (cf SC 11). Infatti Gesù Cristo, Verbo incarnato, sacramento del Padre, partecipa per mezzo dello Spirito la sua mediazione salvifica al popolo profetico, sacerdotale e regale, la cui ragion d'essere è l'annuncio, la lode, il servizio (cf LG lO). Per questo lo spazio liturgico, sia durante che al di fuori della celebrazione, con una sua specifica modalità interpreta ed esprime simbolicamente l'economia della salvezza dell'uomo, divenendo visibile profezia dell'universo redento, non più sottomesso alla 'caducità" (cf Rm 8,19-21), ma riportato alla bellezza e all'integrità.

3. La promozione di una nuova comunità ecclesiale locale

Costruire una chiesa "di pietre" esprime una sorta di radicamento della Chiesa "di persone" nel territorio (plantatio Ecclesiae), il che esige un discernimento della comunità a cui il nuovo edificio è destinato. Questo discernimento, a partire dai problemi della nostra società complessa e dall'attenzione alla cultura locale, procede per gradi al fine di approdare, sia pure faticosamente, ad un esito maturo. Costruire una nuova chiesa è operazione pastorale articolata, nei suoi attori, ma ancor prima nel processo che la giustifica come immagine di una comunità viva e operante, guidata nel suo cammino storico da profonde leggi teologiche e culturali.


4. Un progetto culturale, pastorale ed ecclesiale

Non si può partire dalla chiesa considerata solo come opera muraria. Prima ci si deve porre di fronte ai soggetti per i quali sarà edificata e al Soggetto divino a cui è riferita. Il che vuol dire individuare un gruppo umano che abbia una sua autonomia "territoriale", farsi carico delle sue attese, corrispondere alle sue istanze, condividere la sua crescita di fede. Solo così si potrà indirizzare ad un preciso interlocutore l'annuncio cristiano e promuovere un itinerario che conduca alla risposta di fede, sino alla delineazione di una sede degna - l'edificio chiesa - capace di esprimere simbolicamente il Mistero che edifica il popolo di Dio.


5. La nuova chiesa e la comunità diocesana

La costruzione di una nuova chiesa per una parrocchia presuppone e invoca la sensibilitł di una "Chiesa madre". È la comunità diocesana che, sotto la guida del Vescovo, pastore e maestro, con i suoi carismi e ministeri e tramite le sue strutture si incarna nella realtà locale, per crearvi uno spazio di accoglienza, dove la fede suscitata dall'annuncio trovi il suo sigillo sacramentale, e la comunità una più precisa identità ecclesiale e una consapevole apertura alla missione. Ne deriva un profondo legame spirituale tra l'edificio parrocchiale di culto e la chiesa cattedrale, sede del magistero episcopale e segno di unità della diocesi. Una comunitł diocesana non può gestire la costruzione di una nuova chiesa come fatto soltanto burocratico-amministrativo. Deve pensarla come "casa del popolo di Dio", che in essa si raduna per esprimere il suo statuto battesimale, crismale, eucaristico. Il popolo di Dio, in essa, deve trovare in qualche modo rispecchiata la propria identità.


6. La chiesa nel contesto urbano

Lo spazio interno di una chiesa ha certamente un'importanza prioritaria, dal momento che esso trascrive architettonicamente il mistero della Chiesa-Popolo di Dio, pellegrino sulla terra e immagine della Chiesa nella sua pienezza. D'altra parte, una valida e concreta interpretazione dei rapporti interno-esterno ed edificio-contesto costituisce una delle acquisizioni più importanti della coscienza critica dell'architettura contemporanea. Il rapporto tra chiesa e quartiere ha valore qualificante rispetto ad un ambiente urbano non di rado anonimo, che acquista fisionomia (e spesso anche denominazione) tramite questa presenza, capace di orientare e organizzare gli spazi esterni circostanti ed essere segno della istanza divina in mezzo agli uomini. Ciò significa che il complesso parrocchiale deve essere messo in relazione ed entrare in dialogo con il resto del territorio, deve anzi arricchirlo.