Politecnico di Bari
Dipartimento ICAR
Laboratorio di fotogrammetria architettonica



Premessa
"un buon rilievo è già metà progetto...
se rilevare non significa misurare e disegnare"

Si effettua il rilievo di qualcosa quando si vuol comunicare quel qualcosa ad altri, ma il termine “comunicare” dice tutto e niente se non si precisa come?. I mezzi di comunicazione sono cambiati nei secoli: si può comunicare un messaggio con i “segnali di fumo” o con una “video chiamata”.
Se la risposta a “come?” è “per posta”, si pone subito un’altra domanda cosa?. La risposta, per esempio, lettera non basta, ma sorgono altre domande: da chi? a chi? quando? come è stata scritta? su quale carta?, le dimensioni? ecc. L'insieme di tutte queste informazioni costituiscono il rilievo della lettera, che, di certo, nessuno s’immagina mai di utilizzare totalmente.
Se dico “mi ha scritto Mario?” fornisco, un rilievo della lettera finalizzato ad indicare semplicemente il destinatario ed il mittente, utile solo a chi conosce entrambi, ma se si tratta della “Lettera sul romanticismo a Cesare D’Azeglio” scritta da Alessandro Manzoni, nasce spontanea la curiosità di conoscere l’originale della lettera, che non è certo a disposizione di tutti ed ovunque.
Quando il Manzoni scrive “Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi….” , non fa altro che un "rilievo finalizzato".
Il rilievo finalizzato viene fatto ogni volta che comunichiamo qualcosa a qualcuno.

Quando scattiamo una fotografia non facciamo altro che un rilievo finalizzato, in quanto comunichiamo qualcosa, in determinate condizioni, a qualcuno che conosciamo e che probabilmente già conosce quel qualcosa.
Se il rilievo deve fornire anche le misure dell’oggetto rilevato, si pone sempre la domanda ”misure di cosa?” e la risposta è possibile solo se sono note le esigenze del destinatario, altrimenti il rilievo è valido se chi lo effettua ha delle esigenza..
Quando il destinatario non è noto, come nel caso della documentazione dei Beni Culturali, il rilievo non può che contenere tutte le informazioni possibili sul Bene preso in considerazione.

Ancora oggi, nelle facoltà d architettura, per rilievo s’intende la rappresentazione in “pianta, prospetto e sezioni”, se si tratta di edifici, oppure la rappresentazione cartografica, se si tratta di urbanistica. Per le misure, da riportare nella rappresentazione stessa, si fa ricorso a qualsiasi mezzo a disposizione, dalla fettuccia metrica al laser scanner 3D o alla fotogrammetria, ma di certo non sono riportate "tutte le misure possibili sull'oggetto rilevato" ed il rilievo rimane pur sempre e solo metrico: un autentico identikit privo di anima.

Per coloro che intendono consultare questo sito, è opportuno fare alcune precisazioni sulla fotogrammetria, che viene sottoutilizzata se finalizzata alla semplice misurazione di ciò che appare sulla fotografia, mentre essa rappresenta un autentico potenziamento del nostro sistema visivo: infatti, sostituendo la camera metrica all’occhio e la distanza tra le due camere metriche alla distanza interpupillare, la fotogrammetria offre l’immagine stereo, dell’oggetto ripreso, nella scala desiderata e posta ad una distanza ottimale per l'osservazione, oltre che consentire qualsiasi trasformazione della stessa immagine. Grazie alla fotogrammetria il progettista può operare direttamente sul modello virtuale di ciò che intende trasformare e mostrare il progetto in modo pienamente aderente alla realtà.

Per dare un’idea delle possibilità offerte dalla fotogrammetria, si riportano di seguito le istruzioni del programma elaborato dal laboratorio per la restituzione on-line, che è possibile provare con un semlice click su StereoFot® 7.0